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04/11/2019
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La mobilità elettrica prende quota (alle pendici del Monte Bianco)

La mobilità elettrica prende quota (alle pendici del Monte Bianco)

Lo scorso 30 ottobre CVA ha inaugurato due colonnine di ricarica a Courmayeur, alla partenza della funivia Skyway . È stata l’occasione per un convegno sul tema, che ha visto anche la partecipazione di Maurizio Delfanti, AD di RSE: “Per l’automotive la rivoluzione è possibile, la ricerca deve ora dimostrare che può esserlo anche per il cittadino”.

Un tassello. È stato il termine (e il concetto) più richiamato durante l’inaugurazione delle prime due colonnine di ricarica per auto elettriche installate da CVA - Compagnia Valdostana delle Acque, che si è svolto a Courmayeur nel piazzale di partenza della funivia Skyway del Monte Bianco, lo scorso 30 ottobre.

“Abbiamo tanti progetti green sul territorio – ha commentato Stefano Miserocchi, sindaco di Courmayeur – e sulla mobilità stiamo sperimentando nuove tecnologie con obiettivi di lungo periodo: l’infrastruttura elettrica rappresenta un importante tassello nelle politiche di risposta ai cambiamenti climatici in atto”.

“La nostra società – ha dichiarato, tra l’altro, Enrico de Girolamo, AD di CVA - produce 2,9 TWh da idroelettrico, con consumi totali di energia elettrica in Regione pari a 850 GWh. Abbiamo quindi ampi margini per supportare l’elettrificazione della mobilità con energia 100 per 100 green”.

È stata l’occasione per un convegno di approfondimento sul tema, che ha visto anche l’intervento di Maurizio Delfanti, AD di RSE.Nella nostra ricerca puntiamo a sperimentare soluzioni immediate, per dimostrare che la rivoluzione è già oggi possibile: lo è per l’industria, e noi dobbiamo dimostrare che lo può essere anche per il cittadino”.

“I piani per la riduzione della CO2 in Europa – aveva ricordato poco prima Antonio Massacesi, EMEA CO2 fleet compliance di FCA - sono molto ambiziosi. Per il 2020 è previsto un importante gradino che porterà le emissioni a 95 grammi/km per la flotta (per il 2025 si parla di un ulteriore calo del 15 per cento). Tutti ci stiamo attrezzando per ottimizzare la parte termica, ma nessuna auto tradizionale oggi può arrivare a questa soglia: è quindi imprescindibile avere in portafoglio auto elettriche e dare più spazio a questa modalità. Serve un’accelerazione mai vista in precedenza nell’automotive, e forse in nessun ramo dell’industria”.

“La ricerca è a disposizione – ha aggiunto Delfanti - e deve aiutare a liberare il cittadino dall’ansia di ricarica. Il PNIRE (Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia Elettrica) prevede anche la creazione di una piattaforma unica per trovare la colonnina più vicina a prescindere dal fornitore, nonché un sistema per la comparabilità dei prezzi: sono temi sui quali stiamo indirizzando le nostre ricerche. Stiamo anche elaborando una procedura per l’ottimizzazione della distribuzione delle colonnine sul territorio italiano e della relativa potenza, in base a uno studio preventivo dei flussi di traffico prevalenti. L’infrastrutturazione è partita in Italia grazie al coraggio di operatori privati che hanno deciso di rischiare del loro. Adesso dobbiamo capire che senza una regia pubblica - ministeriale, regionale, comunale - ciò non è più sufficiente, per esempio per colmare i gap esistenti in alcune aree del Paese o su particolari direttrici di traffico, a partire dalle autostrade”.

 


 
Scarica la presentazione di Maurizio Delfanti

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