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02/03/2017
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Misura e monitoraggio delle emissioni: RSE presidia la normativa internazionale

Misura e monitoraggio delle emissioni: RSE presidia la normativa internazionale

Il “nostro” Domenico Cipriano è stato recentemente nominato coordinatore del nuovo gruppo di lavoro CEN/TC 264 on proficiency testing schemes for emission measurements, a conferma della competenza consolidata e riconosciuta che vantiamo in questo settore.

C’è un fattore - delicato e strategico, ma spesso sottovalutato - che influisce direttamente sulla politica industriale (anche energetica) di un nazione: la normativa tecnica. È raro che la questione sia al centro del dibattito politico; eppure questa attività vede impegnati i “Sistemi Paese” delle principali nazioni industrializzate, con continuità e determinazione, attraverso un oscuro ma intenso lavoro.

Nel caso dell’Italia la presenza di un tessuto di piccole imprese molto dinamiche ma necessariamente carenti di sovrastrutture e la difficoltà di armonizzare interessi disparati e molteplici da parte delle autorità ha portato a sottovalutare il lungo e non facile percorso che le norme internazionali, poi adottate dai singoli organi nazionali, devono percorrere prima di venire alla luce.

Uno dei campi di maggiore fermento è quello che riguarda la metodologia che presiede alle misure delle emissioni e al loro monitoraggio. Un settore nel quale RSE può vantare una competenza consolidata e riconosciuta a livello internazionale. Si tratta di un ambito che spesso condiziona la scelta delle tecnologie di combustione e di abbattimento degli inquinanti, proprio grazie alla definizione di limiti che devono essere rilevabili con sicurezza nei range di interesse.

È quindi assai significativo rilevare che il “nostro” Domenico Cipriano è stato recentemente nominato coordinatore del nuovo gruppo di lavoro CEN/TC 264 on proficiency testing schemes for emission measurements.

Ancora una volta il servizio reso da RSE può diventare patrimonio comune delle nostre imprese, se adeguatamente supportato dagli organi competenti in materia (il sistema delle agenzie di protezione dell’ambiente e il legislatore in tema energetico). Vale la pena sottolineare che la mancanza di un adeguato supporto statale in questi ambiti può favorire la “spinta” da parte di sistemi più organizzati del nostro verso soluzioni normative che possono mettere fuori mercato asset importanti del Made in Italy.

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