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20/10/2011
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RSE, la ricerca come risorsa per la crescita

RSE, la ricerca come risorsa per la crescita

Nel convegno “La strategia energetica nazionale: priorità e proposte”organizzato da EnergyLab in occasione del Festival Internazionale dell’Ambiente.


Si è affrontato il tema della sviluppo del sistema energetico italiano. Fondamentale, come ribadito da RSE, il ruolo della ricerca. L’evoluzione e le prospettive di sviluppo del sistema energetico nazionale sono state l’oggetto del convegno che si è tenuto giovedì 20 ottobre a Milano nel Palazzo della Regione Lombardia sul tema “La strategia energetica nazionale: priorità e proposte”.

Organizzato da EnergyLab l’incontro è inserito nel calendario degli eventi della quarta edizione del Festival Internazionale dell’Ambiente. Alla presenza del Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas Guido Bortoni e dell’Assessore regionale Raimondi, hanno partecipato all’incontro l’Amministratore Delegato di RSE Stefano Besseghini e il direttore del Dipartimento Sviluppo del Sistema Elettrico di RSE Massimo Gallanti.

Nel suo intervento il Presidente dell’AEEG ha sottolineato l’importanza di una corretta ripartizione dei compiti tra i vari attori del sistema energetico e l’importanza di una distinzione di ruoli fra il Governo, chiamato a definire gli obiettivi e la strategia, il regolatore - l’Autorità - che deve individuare gli strumenti per raggiungere questi obiettivi e in particolare per fare in modo che gli operatori, i soggetti terzi, siano portati a realizzare anche interessi generali. “Serve una Strategia Elettrica Nazionale di dimensione europea che inquadri le azioni nazionali in contesti continentali. Questo perché esiste una grande interdipendenza fra le decisioni assunte nei singoli paesi e il contesto globale”. Questa strategia ha un impatto sulla produzione di energia elettrica in termini di sviluppo condiviso, ad esempio con l’incremento della produzione da fonti rinnovabili o la rinuncia al nucleare. Decisioni prese da singoli Paesi che incidono profondamente sulla gestione e sulla sicurezza dei sistemi anche degli altri Stati.

“Per questo – ha proseguito Bortoni – occorre ripensare in chiave Europea il tema della generazione e predisporre strategie su scala più vasta. Sulle rinnovabili è possibile, ad esempio, delocalizzare ovunque la produzione sfruttando le condizioni migliori per le varie tecnologie e quindi trasportare l’energia prodotta nei vari Paesi”. Sul gas la necessità di un impostazione strategica è ancora più decisiva. Non si può infatti pensare di agire esclusivamente in ambito nazionale altrimenti in questo settore l’Italia – che fa un uso massivo di gas naturale per la produzione di energia elettrica – sarebbe solo una provincia dell’Europa.

La localizzazione delle risorse richiede un disegno del mercato del gas inserito in una strategia sistemica europea per integrare mercati interni. “Sulla questione dei tempi – ha concluso Guido Bortoni – l’accelerazione nella produzione da fonti rinnovabili pone questioni di sostenibilità degli incentivi e anche problemi di gestione e sicurezza del sistema. Non basta accumulare e sviluppare la Rete perché sta cambiando il paradigma del sistema. Servono quindi progetti e strumenti per orientare i comportamenti dei soggetti presenti nel mercato e indurli a perseguire interessi generali. Non si può governare sulle incertezze ma occorre governarle”.

Stefano Besseghini - AD di RSE - ha focalizzato l’obiettivo sul tema della ricerca e sulla sua importanza all’interno di un sistema come quello energetico in grande evoluzione e in costante rinnovamento. E per fare un ulteriore salto di qualità la ricerca deve avere tre caratteristiche: sfruttare i grandi centri di ricerca che esprimono già una propria massa critica evitando la dispersione delle risorse, avere solide e durature relazioni internazionali, individuare spazi di collaborazione strutturale con il mondo dell’impresa.

“Per poter aumentare l’efficienza energetica degli impianti, per rendere più efficaci i sistemi di contenimento di emissioni, come con la cattura di anidride carbonica, per creare le condizioni per la gestione della produzione da fonti rinnovabili c’è bisogno di ricerca – ha detto l’Amministratore Delegato di RSE – e per farlo occorrono progetti su cui vi siano finanziamenti e condizioni di investimento più facilmente gestibili. In Italia oggi si fa buona ricerca, ma occorre migliorare la parte di sviluppo. Per questo è necessario mettere in risonanza la Ricerca e il mondo dell’Impresa senza cambiare la natura di due soggetto che sono ovviamente diversi ma che devono lavorare in sinergia”. Fra le priorità a livello di tematiche c’è certamente il tema dell’accumulo che supporta un cambio di paradigma, l’uso delle fonti rinnovabili, e che deve essere affrontato a tutti i livelli: dai grandi impianti idroelettrici sino all’accumulo domestico. Sul fronte dei finanziamenti, in un contesto di crisi e di cronica mancanza di fondi, è necessario un recupero in termini di efficienza: cercare di rendere meno burocratica le gestione della Ricerca di Sistema potrebbe dare, da subito, ottimi risultati e portare a efficaci economie di scala.

“E per finire – ha concluso Besseghini- serve una maggior elasticità nella mobilità dei cervelli, ricercatori che possano con più facilità spostarsi dai centri pubblici ai laboratori delle imprese per poter instillare cultura e conoscenze legate alla ricerca anche nel privato per poi al termine del progetto poter tornare a lavorare nel pubblico”. Occorre però agire al più presto per non perdere tempo preziosi. L’Assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, ha sottolineato la necessità di un programma nazionale di sviluppo energetico serio e lungimirante, discusso con le Regioni, che possa far compiere all'Italia quei passi che il Paese si aspetta in termini di competitività internazionale. “ Dotarsi di tale strumento significa ragionare non solo su come assicurarsi i necessari livelli di approvvigionamento di energia, ma anche come coniugare lo sviluppo con il rispetto dell'ambiente e la convivenza con il territorio.

"Tutto questo evidentemente - ha detto Raimondi - non è in contraddizione con le strategie per rilanciare la nostra economia e l'occupazione. Dobbiamo infatti tenere ben presente la capacità d'innovazione dei nostri imprenditori e il potenziale di risparmio energetico che si può conseguire con corrette misure di efficientamento energetico". Per questo Raimondi ha auspicato che si rivedano le fonti di approvvigionamento e che "il Governo proponga una strategia che permetta alle nostre imprese di ottenere energia a costi più contenuti".

Massimo Gallanti di RSE ha tracciato un quadro di evoluzione del mercato elettrico sino al 2020, considerando quanto previsto dal Piano di Azione Nazionale. Per raggiungere gli obiettivi prefissati occorre uno sviluppo delle rete, la trasformazione degli attuali impianti di cogenerazione utilizzando tecnologie ad alto rendimento e l’implementazione di sistemi di accumulo e sovra produzione da gas per gestire i picchi di produzione estiva e risolvere i cali invernali. Quindi si dovranno sfruttare le produzioni da rinnovabili in aree remote, incrementare la generazione distribuita e aumentare la produzione da fonti non programmabili.



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