Page 6 - Fotovoltaico power to the people
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Premessa









Nella collana di monografe che RSE dedica a specifci aspetti
del sistema energetico non poteva mancare una puntata centrata sul
fotovoltaico. Un tema, questo, che ha avuto e ha ancora oggi la capa-
cità di interpretare al meglio il concetto di generazione distribuita.
Stante l’intensità con cui il tema è stato trattato in questi ultimi anni
nel nostro Paese potrebbe anzi stupire il fatto che solo adesso si sia
deciso di mettere mano a questo argomento.
In realtà, smorzati gli eccessi di una incentivazione fn troppo ge-
nerosa e superata la depressione per il loro improvviso venir meno,
ora che la selezione naturale degli operatori ha portato alla identif-
cazione di una serie di aziende che potranno giocare il ruolo di credi-
bili interpreti del settore, ora che anche gli interventi più speculativi
stanno evolvendo verso confgurazioni più genuinamente industria-
li, ci è sembrato che fosse il momento ideale per provare a guardare
a tutto questo con una migliore prospettiva, con l’ambizione di trarre
anche qualche indicazione per il futuro.
Che il fotovoltaico costituisca una tecnologia energetica strategi-
ca è indubitabile, basti pensare all’enorme abbondanza della fonte
e alla sua distribuzione tutto sommato omogenea e capillarmente
diffusa su enormi aree della superfcie terrestre.
Che il fotovoltaico rappresenti la più genuina interpretazione del
concetto di generazione distribuita mi pare evidente da almeno due ca-
ratteristiche: il costo e la scalabilità. Il raggiungimento di adeguati fattori
di scala dal punto di vista industriale ha ormai portato il costo per kW a
valori impensabili anche solo 5-7 anni fa. La semplicità della tecnologia
in sé (in particolare per il fotovoltaico senza concentrazione solare) per-
mette di passare in maniera pressoché invariata dalla microproduzione
in autoconsumo (come testimoniato da molte iniziative di Paesi in via
di sviluppo) alle piccole produzioni a ridosso dei consumi (tetti foto-
voltaici), per arrivare fno ad estesi impianti utility scale di dimensioni
confrontabili con medie centrali di produzione elettrica.
Una versatilità non immaginabile da parte dei due altri principali
concorrenti (hydro e wind), che hanno conosciuto sviluppi importan-
ti e rappresentano buona parte del contributo da rinnovabili al mix
di diversi Paesi.
La stessa gestione della aleatorietà della fonte ha conosciuto mi-
glioramenti signifcativi non solo per la intensa ricerca sulle previsio-
ni meteo, ma anche grazie alla dinamica dei prezzi delle tecnologie
di accumulo, che stanno progressivamente diventando un accessorio
quasi irrinunciabile per garantire sia il massimo dell’autoconsumo
agli impianti piccoli sia l’accesso a servizi di dispacciamento che or-
mai si proflano all’orizzonte.
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