Page 7 - Fotovoltaico power to the people
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Premessa






Su tutto questo aleggia però, certamente in Italia e forse in Euro-
pa, un venticel leggiero che associa immediatamente nella mente di
molti il tema fotovoltaico con quello di incentivi generosi e, spesso,
di spreco di risorse pubbliche.
Se l’aver portato con una derivata così rapida il nostro Paese ad es-
sere per qualche anno quello con il maggiore installato da fotovoltaico
al mondo, impegnando risorse che oggi ammontano a 6 -7 G€/anno, sia
stata una scelta o un azzardo, è un dibattito acceso, in cui non entreremo.
Certamente è facile rilevare che non si è stati capaci di farla diven-
tare una scelta di politica industriale, attivando solo in parte una fliera
nazionale di fornitura; d’altra parte, si è comunque creato un bacino di
competenze di integratori di sistemi e di strutture societarie in grado
di operare anche nei mercati esteri, che ora è necessario non sprecare.
Va inoltre ricordato che un componente essenziale della generazione
fotovoltaica, l’inverter, che consente l’immissione in rete dell’energia
generata e che rappresenta una frazione signifcativa del valore di un
impianto, è un punto di forza dell’industria italiana, che ha saputo svi-
lupparlo con soluzioni innovative e produrlo a costi competitivi, ren-
dendo l’Italia esportatrice netta di questa specifca tecnologia.
Si ha l’impressione, invece, che il combinato disposto di incentivi
generosi e scelte poco lungimiranti supporti il venticel leggiero di cui
sopra, generando una certa “avversione” nei confronti del fotovoltaico,
a cui non viene riconosciuto il ruolo, ormai raggiunto, di settore tecno-
logicamente maturo, affdabile e in grado effettivamente di supportare
la diversifcazione del mix nei Paesi sviluppati (in una combinazione
gas-rinnovabili di cui si può essere facili profeti) e di rappresentare
analoga rilevanza nei Paesi in via di sviluppo, spesso avvantaggiati
anche da una signifcativa disponibilità della fonte solare.
Come di consueto, lo scopo di questa monografa è soprattutto
quello di tracciare una revisione di quanto accaduto e di indicare
le principali evoluzioni che dalla ricerca potremmo aspettarci ma,
credo, ne venga anche un forte invito a guardare a questa tecnologia
(come a tutte) con la serenità necessaria a svolgere scelte razionali
e fnalizzate allo sviluppo del sistema elettrico che abbia al proprio
fondamento la sicurezza dell’approvvigionamento, la riduzione dei
costi dell’energia e la sostenibilità delle scelte.

Stefano Besseghini
Presidente e Amministratore Delegato RSE
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