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Potenzialità della geotermia a bassa entalpia

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Potenzialità della geotermia a bassa entalpia

La geotermia a bassa entalpia è una fonte rinnovabile che può fornire un valido contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra e al risparmio energetico. La geotermia a bassa entalpia viene sfruttata per il riscaldamento/raffrescamento e climatizzazione di edifici e per la produzione di acqua calda sanitaria o industriale.

La geotermia a bassa entalpia è una fonte rinnovabile che può fornire un valido contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra e al risparmio energetico. La geotermia a bassa entalpia viene sfruttata per il riscaldamento/raffrescamento e climatizzazione di edifici e per la produzione di acqua calda sanitaria o industriale.

Per una corretta progettazione degli impianti geotermici complessi, è importante conoscere il potenziale di geoscambio del terreno in modo da dimensionare correttamente il numero delle sonde verticali in relazione all’energia che si deve fornire all’impianto o a quella che si deve smaltire.

Sono state eseguite indagini geologiche al fine di realizzare delle mappe del potenziale di geoscambio. In dettaglio, sono state studiate quattro diverse aree italiane: una zona settentrionale localizzata alla confluenza tra il fiume Brembo e il fiume Adda chiamata Isola Bergamasca; due aree del centro-sud Italia situate nel bacino del Sarno (Campania) corrispondenti ai comuni di Nocera Inferiore e Solofra, e una vasta area della Calabria tirrenica.

Il potenziale di geoscambio si può stimare mediante il Ground Response Test (GRT) che, tramite un’apparecchiatura dedicata e applicata a una sonda pilota, consiste nell’immettere una quantità nota di flusso termico nella sonda e misurare le variazioni di temperatura del fluido termovettore in ritorno dal terreno. Elaborando le temperature di mandata e di ritorno dalla sonda del fluido termovettore e conoscendo la potenza termica utilizzata, si possono valutare la conducibilità termica del terreno e la resistenza termica del pozzo mediante procedure matematiche inverse. Nel presente studio sono stati analizzati un set di 16 GRT e sono stati confrontati i valori sperimentali ottenuti con quelli teorici basati sulla stratigrafia del sito inesame. I valori sperimentali ottenuti con il GRT sono risultati più favorevoli rispetto a quelli teorici e in un set rilevante di casi la differenza è sensibile. Questa differenza sembra dovuta al fatto che dalla stratigrafia èdifficile quantificare realmente il contributo delle falde pertanto, da queste analisi emerge quanto sia importante eseguire il GRT in quanto il potenziale di geoscambio con il terreno dipende dalle caratteristichegeologiche locali e spesso le stime teoriche possono non riflettere la situazione reale.

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