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pubblicazioni - Presentazione

Ricostruzione modellistica dell’ammoniaca atmosferica in Pianura Padana

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Ricostruzione modellistica dell’ammoniaca atmosferica in Pianura Padana

La presenza di particolato in atmosfera è determinata dal contributo di diverse tipologie di sorgenti, tra le più rilevanti possiamo ricordare il trasporto su strada, il riscaldamento domestico e l’agricoltura, attraverso le emissioni di ammoniaca. Quest’ultima in particolare costituisce una delle fonti preponderanti nell’area della pianura padana, caratterizzata da persistenti superamenti dei limiti di qualità dell’aria. L’ammoniaca interagisce con altri composti, quali ossidi d’azoto e di zolfo, la cui presenza è determinata dai trasporti, dal riscaldamento e più in generale dai processi energetici. La corretta ricostruzione dei processi legati alla presenza di ammoniaca atmosferica, rappresenta quindi una condizione essenziale per una valutazione più affidabile di interventi di riduzione delle emissioni, inclusi quelle legati a politiche energetiche.

Sono presentati i risultati di un’applicazione modellistica finalizzata alla ricostruzione dell’ammoniaca atmosferica in Pianura Padana. Esso costituisce uno dei primi studi, per l’area in esame, che coniughi l’analisi sperimentale all’approfondimento modellistico. L’ammoniaca in pianura padana raggiunge valori medi giornalieri superiori a 150 mg/m3, a causa della presenza molto rilevante di attività agricole e zootecniche; quindi la sua corretta ricostruzione costituisce un aspetto essenziale ai fini di un’adeguata valutazione del suo ruolo come precursore del particolato e per la definizione di politiche di riduzione dell’inquinamento.

Il modello CAMx è stato applicato su un dominio con risoluzione 5 km, per due periodi del 2010, estivo ed autunnale, con l’obiettivo di riscostruire l’evoluzione della concentrazione dei principali inquinanti in fase gas e particolato. I risultati ottenuti sono stati confrontati con le misure di inquinanti convenzionali e di ammoniaca effettuate da ARPA Lombardia. Il modello ha fornito risultati soddisfacenti nella ricostruzione dei principali inquinanti, in entrambi i periodi.

NO2 è risultato sottostimato del 17%, il PM10 sottostimato in misura inferiore al 20% e il PM2.5 sovrastimato del 13% e del 4%, rispettivamente, in estate e autunno. CAMx ha riprodotto in modo adeguato anche la concentrazione di NH3 in corrispondenza delle aree maggiormente emissive (BIAS: -35%, +27%). Diversamente il modello ha sottostimato in modo sistematico la concentrazione osservata nell’area di Milano, dove la presenza di NH3 è determinata principalmente dal trasporto dalle aree agricole e non da sorgenti locali.

La successiva analisi di sensitività ha evidenziato che le cause della sottostima nella ricostruzione dei processi di trasporto si possono ascrivere a: 1) la modellazione dell’evoluzione giornaliera del PBL; 2) la modulazione del ciclo giornaliero delle emissioni di ammoniaca; 3) la sovrastima del ruolo della deposizione secca.

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