Cerca nel sito per parola chiave

pubblicazioni - Presentazione

Strumenti e dati per lo sviluppo dell’eolico offshore

pubblicazioni - Presentazione

Strumenti e dati per lo sviluppo dell’eolico offshore

Claudio Casale*, Ettore Lembo*, Ruggero Marazzi*, Laura Serri*, Davide Airoldi** Eolica Expo Mediterranean-L’energia eolica per lo sviluppo tecnologico e industriale del Mediterraneo Roma, 7-9 Settembre 2010 PRESENTAZIONE POWER POINT * RSE SPA ** COLLABORATORE CON P.IVA Il settore della produzione di energia da fonte eolica offshore è attualmente in grande sviluppo non solo nella zona del Mare del Nord dove oggigiorno si riscontra la maggior concentrazione di impianti offshore, ma anche in altri paesi come gli Stati Uniti e la Cina. Gli impianti eolici offshore hanno il vantaggio di sfruttare un vento generalmente più elevato e costante rispetto a quelli ubicati in siti terrestri e di essere meno visibili perché realizzabili anche a qualche decina di chilometri dalla costa. Per contro, tale tipologia di impianti presenta costi di installazione e di esercizio generalmente più elevati, come confermato da un recente studio di ERSE, inoltre sono chiamati ad operare in condizioni ambientali sicuramente più aggressive rispetto a quelle che caratterizzano un sito terrestre. Fra le condizioni ottimali, per la realizzazione di impianti offshore rientra la disponibilità di aree marine con fondali “bassi” (profondità fino a circa 50 m) e sabbiosi. Il Mar Mediterraneo e, in particolare, le aree marine costiere italiane, presentano fondali generalmente più profondi di quelli classificabili come “bassi” e ciò anche in prossimità delle coste. La risorsa eolica che caratterizza tali aree in generale è inferiore a quella che contraddistingue le aree offshore ubicate nel mare del Nord o negli Oceani. Per lo sfruttamento a fini eolici di aree marine con profondità dei fondali oltre la soglia caratteristica di quelli classificati come “bassi” si può ipotizzare, in un futuro abbastanza prossimo, la realizzazione di impianti con aerogeneratori operanti su piattaforme galleggianti, la cui tecnologia è ancora in fase prototipale e, quindi, di perfezionamento. Non appena tale tecnologia sarà matura per essere implementata, lo sfruttamento di aree marine con impianti eolici potrà essere esteso anche a quelle con profondità dei fondali dell’ordine di alcune centinaia di metri. Per una valutazione delle zone più promettenti delle coste italiane di tutte le tipologie di impianti eolici offshore, è necessario disporre di numerose informazioni, in primis di quella relativa alla risorsa eolica. Le mappe di velocità media annua del vento e di producibilità specifica sono disponibili nell’Atlante Eolico dell’Italia sviluppato da ERSE (http://atlanteeolico.erse-web.it/viewer.htm) anche per aree offshore fino a 40 km dalla costa. Tali mappe, soprattutto in relazione alla fascia offshore, per la quasi totale mancanza di misure dirette sono affette da incertezza superiore a quella stimata per la zona onshore. Per disporre, almeno localmente, di informazioni dirette della risorsa eolica offshore, ERSE nell’ambito delle attività afferenti a questo settore specifico si è adoperata per allestire stazioni di misura anemometriche presso siti insulari e costieri ritenuti a suo giudizio significativi. In questo ambito rientrano le quattro stazioni (una nell’isola di Pianosa delle Tremiti, due nell’Isola di Ischia e una nel golfo di Policastro) installate ad oggi a partire dall’ultimo trimestre del 2008. Per la stazione di Pianosa, la prima realizzata, le misure di ventosità finora incamerate coprono un periodo di tempo abbondantemente superiore ad un anno. In base a tali misure e alla disponibilità di misure pluriennali eseguite presso stazioni costiere e/o da satellite si è potuto formulare tramite studi di correlazione una stima di ventosità media annua di lungo periodo dell’area marina circostante l’isola e, conseguentemente, un confronto con l’indicazione corrispondente fornita dalle mappe dell’Atlante Eolico di Italia. Richieste di installazioni di stazioni anemometriche, per il momento non ancora concretizzatesi, effettuate con intento analogo alle precedenti hanno riguardato anche l’area marina ad ovest della Sardegna, quella disposta a sud della Sicilia e l’isola di Pianosa della Toscana. E’, inoltre in corso la valutazione dell’installazione di un’eventuale stazione anemometrica su boa direttamente in mare aperto in un’area marina da definirsi. Ulteriori informazioni raccolte per una caratterizzazione delle aree marine che si sviluppano lungo le coste italiane sono:  batimetria dell’area marina circostante le coste nazionali;  linee rappresentative di punti equidistanti dalla costa;

 confini amministrativi nazionali e regionali;  confini delle Esclusive Economic Zone;  rete elettrica di trasmissione e/o distribuzione in AT previsionale al 2013;  mappa delle richieste di impianti eolici offshore;  mappa delleAree Marine Protette. Le suddette informazioni sono state implementate come strati tematici (layer) di un progetto GIS che si configura come uno strumento utile di supporto alle decisioni per le pubbliche amministrazioni e per gli operatori di settore. Con tale strumento è stato possibile procedere a una classificazione di tutte le aree marine costiere italiane considerando i seguenti aspetti: profondità dei fondali, distanza dalla costa e risorsa eolica. Tramite funzioni interattive è possibile nel progetto GIS avere dati di dettaglio di ogni singola area classificata regione per regione. Inoltre il progetto consente appoggiandosi a fogli di calcolo predisposti per le singole aree classificate, di eseguire valutazioni quantitative di potenziale eolo-energetico realizzabile introducendo ipotesi riguardanti l’entità di sfruttamento dell’area classificata e della densità di potenza eolica media realizzabile per unità di superficie (km2). In base alle ipotesi introdotte, nello stesso foglio di calcolo sono prodotte stime di prestazioni energetiche conseguibili in termini di produzione di energia elettrica, considerando di impiegare per la totale potenza eolica realizzabile modelli di aerogeneratori di grossa taglia caratterizzati da potenze nominali rispettivamente di 3, 6 e 10 MW. Tali stime energetiche possono essere condotte introducendo nel calcolo valori di parametri da cui discendono eventuali penalizzazioni di resa energetica. Con l’ausilio dello strumento GIS indicato è stato eseguito un affinamento della valutazione del potenziale eolico italiano offshore che ha portato al risultato di circa 10.5 GW di cui una gran parte (circa l’80%) realizzabile nelle acque profonde antistanti le regioni del sud e le principali isole italiane.

Progetti

Commenti