Page 20 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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Introduzione
effetti significativi in pochi anni.
L’analisi della struttura e dei meccanismi di formazione dei prez-
zi non può che partire da due evidenze oggettive:
■ ■ Qual è il prezzo (incluse imposte) che le principali categorie di
clienti pagano in Italia?
■ ■ Come tale prezzo si rapporta al dato medio europeo?
Una risposta sintetica è riportata nella Tabella 1.1, che si basa su
dati 2013 elaborati da RSE a partire dalla “Relazione annuale sullo
stato dei servizi e sull’attività svolta” pubblicata dall’Autorità per l’E -
nergia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico in data 31 marzo 2014.
Come si può facilmente osservare, ad esclusione degli utenti
domestici con bassi consumi, per i quali la differenza è comunque
2
modesta, il prezzo italiano è costantemente più elevato della media
dell’Unione Europea, per una percentuale che varia tra il 15 e il 50%.
Sono stati inoltre presi a riferimento anche quattro Paesi europei
che per collocazione, popolazione e livello di sviluppo economico
potevano essere meglio confrontabili con il nostro: Germania, Fran-
cia, Spagna e Regno Unito. I Paesi citati sono, nell’ordine, i maggiori
partner commerciali dell’Italia nell’ambito dell’Unione Europea.
Solo la Germania e, in minor misura, la Spagna presentano prezzi
più elevati dell’Italia, ma unicamente per quanto concerne gli uten-
ti domestici con consumi medio-bassi. Per gli utenti domestici con
consumi elevati e, soprattutto, per le utenze aziendali di ogni catego -
ria i prezzi degli altri Paesi sono nettamente inferiori, anche del 50%.
Tali osservazioni confermano come gli elevati prezzi dell’elettricità
possano rappresentare un freno alla competitività, proprio nei con -
fronti di Paesi vicini e con cui più intenso è lo scambio commerciale.
Per quantificare tale svantaggio è utile esaminare l’incidenza dei
consumi elettrici sull’economia italiana, sia nella sua globalità, sia
con riferimento ai principali settori.
A tal fine è stato definito un indice pari al rapporto fra il costo per
l’acquisto dell’energia elettrica e il Prodotto Interno Lordo (PIL), per
quanto riguarda il dato globale, e al rapporto fra il costo per l’acqui -
sto dell’energia elettrica e il Valore Aggiunto, per quanto riguarda i
singoli settori.
I dati relativi al PIL e al valore aggiunto per settore sono stati rica -
vati dalle pubblicazioni ISTAT, mentre i consumi di energia elettrica
2 Va precisato che nella fascia degli utenti domestici con bassi consumi (al di
sotto di 2.640 kWh/anno) si colloca circa il 77% dei punti di prelievo ad uso
domestico.
energia elettrica, anatomia dei costi 19
effetti significativi in pochi anni.
L’analisi della struttura e dei meccanismi di formazione dei prez-
zi non può che partire da due evidenze oggettive:
■ ■ Qual è il prezzo (incluse imposte) che le principali categorie di
clienti pagano in Italia?
■ ■ Come tale prezzo si rapporta al dato medio europeo?
Una risposta sintetica è riportata nella Tabella 1.1, che si basa su
dati 2013 elaborati da RSE a partire dalla “Relazione annuale sullo
stato dei servizi e sull’attività svolta” pubblicata dall’Autorità per l’E -
nergia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico in data 31 marzo 2014.
Come si può facilmente osservare, ad esclusione degli utenti
domestici con bassi consumi, per i quali la differenza è comunque
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modesta, il prezzo italiano è costantemente più elevato della media
dell’Unione Europea, per una percentuale che varia tra il 15 e il 50%.
Sono stati inoltre presi a riferimento anche quattro Paesi europei
che per collocazione, popolazione e livello di sviluppo economico
potevano essere meglio confrontabili con il nostro: Germania, Fran-
cia, Spagna e Regno Unito. I Paesi citati sono, nell’ordine, i maggiori
partner commerciali dell’Italia nell’ambito dell’Unione Europea.
Solo la Germania e, in minor misura, la Spagna presentano prezzi
più elevati dell’Italia, ma unicamente per quanto concerne gli uten-
ti domestici con consumi medio-bassi. Per gli utenti domestici con
consumi elevati e, soprattutto, per le utenze aziendali di ogni catego -
ria i prezzi degli altri Paesi sono nettamente inferiori, anche del 50%.
Tali osservazioni confermano come gli elevati prezzi dell’elettricità
possano rappresentare un freno alla competitività, proprio nei con -
fronti di Paesi vicini e con cui più intenso è lo scambio commerciale.
Per quantificare tale svantaggio è utile esaminare l’incidenza dei
consumi elettrici sull’economia italiana, sia nella sua globalità, sia
con riferimento ai principali settori.
A tal fine è stato definito un indice pari al rapporto fra il costo per
l’acquisto dell’energia elettrica e il Prodotto Interno Lordo (PIL), per
quanto riguarda il dato globale, e al rapporto fra il costo per l’acqui -
sto dell’energia elettrica e il Valore Aggiunto, per quanto riguarda i
singoli settori.
I dati relativi al PIL e al valore aggiunto per settore sono stati rica -
vati dalle pubblicazioni ISTAT, mentre i consumi di energia elettrica
2 Va precisato che nella fascia degli utenti domestici con bassi consumi (al di
sotto di 2.640 kWh/anno) si colloca circa il 77% dei punti di prelievo ad uso
domestico.
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