Page 100 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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La bolletta elettrica nazionale
e le sue principali componenti
Come già evidenziato, i venditori che riforniscono gli utenti fina-
li, indipendentemente dalla categoria a cui tali utenti appartengono,
si approvvigionano dei volumi di energia necessari attraverso il mer -
cato elettrico.
In Italia la maggior parte delle transazioni commerciali per lo scam -
bio di energia avviene attraverso un meccanismo di aste giornaliere
(Mercato del Giorno Prima, MGP) dove si commercializzano le quantità
di energia per il giorno successivo. Tale meccanismo di asta è stato av -
viato ufficialmente nell’aprile del 2004. Da questo sistema di contratta -
zione emerge un singolo prezzo dell’energia (Prezzo Unico Nazionale,
PUN) uguale per tutti gli acquirenti e definito per ogni ora del giorno.
La partecipazione a tale mercato è facoltativa e gli operatori han-
no la possibilità di concludere tra di loro contratti bilaterali, detti an-
che Over The Counter, senza passare per i meccanismi di asta, ma
concordando un prezzo per l’energia scambiata.
A partire dal 2008 è attivo anche un mercato parallelo di prodotti
standard a termine (MTE) in cui vengono negoziati contratti con con -
segna a tre, sei o dodici mesi con prezzi e quantità predeterminati.
Ricorrendo al meccanismo dei contratti bilaterali o dei contratti a ter -
mine è possibile fissare in anticipo e per un determinato periodo di
tempo il prezzo dell’energia acquistata o venduta, arginando così la vo -
latilità del prezzo che emerge nel mercato del giorno prima, in linea di
principio non noto fino alla chiusura giornaliera delle contrattazioni.
I meccanismi di mercato finora descritti si riferiscono in ogni
caso a contrattazioni con obbligo di consegna, dando quindi una con -
notazione fisica al mercato.
Tuttavia, come tutte le commodity scambiate in un libero merca -
to, anche l’energia elettrica ha visto crescere le attività finanziarie le -
gate alla sua commercializzazione, come il mercato degli strumenti
derivati. Tali prodotti derivati vengono tipicamente utilizzati per ge-
stire la volatilità dei prezzi dell’energia, scaricando il rischio a terzi.
Questi contratti non hanno l’obbligo di consegna e quindi il mercato
degli strumenti derivati non è considerato un mercato fisico.
Risulta evidente che i soggetti impegnati nella vendita ai clienti
finali non hanno un modo univoco di approvvigionamento dell’e
-
nergia, ma anzi tendono a costruire portafogli diversificati per otti-
mizzare i costi e massimizzare i profitti. Il prezzo della componente
energia applicato ai clienti che ne consegue deriva quindi da un mix
diversificato di acquisti; di conseguenza, quantificare i costi sostenu-
ti per il servizio di acquisto e commercializzazione dell’energia non
risulta semplice. In generale il fornitore recupera tali costi applican-
do agli utenti due voci di costo.
energia elettrica, anatomia dei costi 99
e le sue principali componenti
Come già evidenziato, i venditori che riforniscono gli utenti fina-
li, indipendentemente dalla categoria a cui tali utenti appartengono,
si approvvigionano dei volumi di energia necessari attraverso il mer -
cato elettrico.
In Italia la maggior parte delle transazioni commerciali per lo scam -
bio di energia avviene attraverso un meccanismo di aste giornaliere
(Mercato del Giorno Prima, MGP) dove si commercializzano le quantità
di energia per il giorno successivo. Tale meccanismo di asta è stato av -
viato ufficialmente nell’aprile del 2004. Da questo sistema di contratta -
zione emerge un singolo prezzo dell’energia (Prezzo Unico Nazionale,
PUN) uguale per tutti gli acquirenti e definito per ogni ora del giorno.
La partecipazione a tale mercato è facoltativa e gli operatori han-
no la possibilità di concludere tra di loro contratti bilaterali, detti an-
che Over The Counter, senza passare per i meccanismi di asta, ma
concordando un prezzo per l’energia scambiata.
A partire dal 2008 è attivo anche un mercato parallelo di prodotti
standard a termine (MTE) in cui vengono negoziati contratti con con -
segna a tre, sei o dodici mesi con prezzi e quantità predeterminati.
Ricorrendo al meccanismo dei contratti bilaterali o dei contratti a ter -
mine è possibile fissare in anticipo e per un determinato periodo di
tempo il prezzo dell’energia acquistata o venduta, arginando così la vo -
latilità del prezzo che emerge nel mercato del giorno prima, in linea di
principio non noto fino alla chiusura giornaliera delle contrattazioni.
I meccanismi di mercato finora descritti si riferiscono in ogni
caso a contrattazioni con obbligo di consegna, dando quindi una con -
notazione fisica al mercato.
Tuttavia, come tutte le commodity scambiate in un libero merca -
to, anche l’energia elettrica ha visto crescere le attività finanziarie le -
gate alla sua commercializzazione, come il mercato degli strumenti
derivati. Tali prodotti derivati vengono tipicamente utilizzati per ge-
stire la volatilità dei prezzi dell’energia, scaricando il rischio a terzi.
Questi contratti non hanno l’obbligo di consegna e quindi il mercato
degli strumenti derivati non è considerato un mercato fisico.
Risulta evidente che i soggetti impegnati nella vendita ai clienti
finali non hanno un modo univoco di approvvigionamento dell’e
-
nergia, ma anzi tendono a costruire portafogli diversificati per otti-
mizzare i costi e massimizzare i profitti. Il prezzo della componente
energia applicato ai clienti che ne consegue deriva quindi da un mix
diversificato di acquisti; di conseguenza, quantificare i costi sostenu-
ti per il servizio di acquisto e commercializzazione dell’energia non
risulta semplice. In generale il fornitore recupera tali costi applican-
do agli utenti due voci di costo.
energia elettrica, anatomia dei costi 99

