Page 82 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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3 La generazione elettrica
in Italia
Realizzata una valutazione dei costi di generazione per le diverse
fonti, è necessario descrivere il parco di generazione italiano, in mo -
do da comprendere quale sia il peso, attuale e in prospettiva, delle
diverse fonti sui costi per il cliente finale.
È bene ricordare i limiti di questo confronto, che non può tener con -
to dell’età dei singoli impianti e del loro specifico ammortamento, ed è
quindi esclusivamente basato sul valore del Levelized Cost of Electricity
(LCOE) calcolato per impianti di nuova costruzione e con costi di com -
bustibili, materiali, mano d’opera e degli investimenti ai valori attuali.
Proprio questa parametrizzazione del LCOE legata ai valori odier -
ni fa sì che ogni analisi di questo tipo rappresenti più un giudizio
qualitativo della strategia energetica piuttosto che una oggettiva va -
lutazione economica. La composizione del parco elettrico, è bene
ricordarlo, evolve con una certa lentezza: la sua costante di tempo è
legata alla vita utile degli impianti ed è quindi di molti decenni.
È importante fare un confronto con il mix elettroenergetico di al -
tri Paesi, in particolare nell’ambito UE, per comprendere facilmente le
cause del gap osservato fra i prezzi italiani e quelli degli altri. Ed è anche
utile analizzare la consistenza e l’andamento delle importazioni nette,
sia a testimonianza della scarsa competitività della generazione italiana,
sia in termini di prospettive di offerta di servizi in un futuro mercato
integrato. Offerta che potrebbe invece risultare una concreta opportu -
nità per i produttori italiani, aiutando quindi a remunerare le aziende
produttrici e a ridurre i prezzi dell’energia sul mercato nazionale.
3.1 il PaRCo Di geneRazione nazionale
Secondo i dati pubblicati al 31 dicembre 2013 dall’operatore della
rete di trasmissione nazionale (TERNA), la potenza efficiente lorda
di generazione elettrica in Italia ammonta a poco più di 128 GWe,
distribuita fra impianti a combustibili fossili e da fonti rinnovabili.
La maggior parte della potenza installata è attribuibile agli impianti
termoelettrici, con una quota pari al 61,6%. Seguono gli impianti
idroelettrici con il 17,4%, i fotovoltaici al 14,3%, e infine gli eolici
con il 6,7% (Figura 3.1). Il trend di sviluppo del parco di generazione
elettrico dal 1963 al 2013 è riportato in Figura 3.2, dove si evidenzia il
forte incremento della potenza installata mediante impianti termoe-
lettrici tradizionali e, negli ultimi anni, di quelli eolici e fotovoltaici.
La fonte nucleare, che aveva raggiunto un massimo di potenza instal -
lata di circa 1.500 MWe, non è più utilizzata dal 1987.
energia elettrica, anatomia dei costi 81
in Italia
Realizzata una valutazione dei costi di generazione per le diverse
fonti, è necessario descrivere il parco di generazione italiano, in mo -
do da comprendere quale sia il peso, attuale e in prospettiva, delle
diverse fonti sui costi per il cliente finale.
È bene ricordare i limiti di questo confronto, che non può tener con -
to dell’età dei singoli impianti e del loro specifico ammortamento, ed è
quindi esclusivamente basato sul valore del Levelized Cost of Electricity
(LCOE) calcolato per impianti di nuova costruzione e con costi di com -
bustibili, materiali, mano d’opera e degli investimenti ai valori attuali.
Proprio questa parametrizzazione del LCOE legata ai valori odier -
ni fa sì che ogni analisi di questo tipo rappresenti più un giudizio
qualitativo della strategia energetica piuttosto che una oggettiva va -
lutazione economica. La composizione del parco elettrico, è bene
ricordarlo, evolve con una certa lentezza: la sua costante di tempo è
legata alla vita utile degli impianti ed è quindi di molti decenni.
È importante fare un confronto con il mix elettroenergetico di al -
tri Paesi, in particolare nell’ambito UE, per comprendere facilmente le
cause del gap osservato fra i prezzi italiani e quelli degli altri. Ed è anche
utile analizzare la consistenza e l’andamento delle importazioni nette,
sia a testimonianza della scarsa competitività della generazione italiana,
sia in termini di prospettive di offerta di servizi in un futuro mercato
integrato. Offerta che potrebbe invece risultare una concreta opportu -
nità per i produttori italiani, aiutando quindi a remunerare le aziende
produttrici e a ridurre i prezzi dell’energia sul mercato nazionale.
3.1 il PaRCo Di geneRazione nazionale
Secondo i dati pubblicati al 31 dicembre 2013 dall’operatore della
rete di trasmissione nazionale (TERNA), la potenza efficiente lorda
di generazione elettrica in Italia ammonta a poco più di 128 GWe,
distribuita fra impianti a combustibili fossili e da fonti rinnovabili.
La maggior parte della potenza installata è attribuibile agli impianti
termoelettrici, con una quota pari al 61,6%. Seguono gli impianti
idroelettrici con il 17,4%, i fotovoltaici al 14,3%, e infine gli eolici
con il 6,7% (Figura 3.1). Il trend di sviluppo del parco di generazione
elettrico dal 1963 al 2013 è riportato in Figura 3.2, dove si evidenzia il
forte incremento della potenza installata mediante impianti termoe-
lettrici tradizionali e, negli ultimi anni, di quelli eolici e fotovoltaici.
La fonte nucleare, che aveva raggiunto un massimo di potenza instal -
lata di circa 1.500 MWe, non è più utilizzata dal 1987.
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