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La generazione elettrica in Italia







3.6 il salDo imPoRt/exPoRt

L’Italia è da lungo tempo il maggiore importatore di energia elettri -
ca tra i Paesi dell’Unione Europea, a causa del differenziale di prezzi
sfavorevole che rende l’energia elettrica sul mercato nazionale me -
diamente più costosa di quella disponibile sugli altri mercati europei.
Come si vede dalla Figura 3.7 (a pagina 90), il saldo netto tra im-
portazioni ed esportazioni negli ultimi 15 anni si è attestato su valori
annui compresi circa tra 40 e 50 TWh. Rapportando tali saldi netti
alla richiesta sulla rete si ottengono i valori mostrati in Figura 3.8 (a
3
pagina 91).
Si nota come tale rapporto abbia raggiunto un picco nel 2002 con
un valore pari al 16,3%, per poi assestarsi negli anni più recenti su
valori dell’ordine del 13-14%.
I dati riportati in precedenza fanno riferimento ai flussi fisici di
energia transitati sulle linee di interconnessione con l’estero: tali
-
flussi nel 2013 si sono ripartiti tra i vari Paesi confinanti come ri
portato in Tabella 3.3 (a pagina 91). La stessa tabella riporta anche i
valori dei corrispondenti flussi commerciali, corrispondenti alle com-
pravendite afferenti alle diverse zone estere, effettuate sia sulla Bor-
sa Elettrica sia fuori Borsa, sulla base di contratti bilaterali.
Si nota come i flussi commerciali dalla Francia siano superiori ai
corrispondenti flussi fisici, mentre il contrario avviene per i flussi
dalla Svizzera: è noto infatti che, per le leggi fisiche che governano
il funzionamento delle reti elettriche, parte delle transazioni com -
merciali dirette tra Francia e Italia si traducono in flussi fisici che
fluiscono tra i due Paesi attraversando la Svizzera.
Peraltro, il fatto che anche tra i flussi commerciali il valore più
elevato sia attribuibile alla Svizzera non significa che i maggiori for -
nitori esteri di energia all’Italia siano i produttori svizzeri: anche in
questo caso sono possibili triangolazioni tra Francia, Svizzera e Italia,
in modo tale da consentire ai produttori francesi di esportare energia
verso l’Italia sfruttando tutta la capacità di trasmissione disponibile,
eventualmente attraverso un Paese terzo. La piccola differenza tra il
totale dei flussi commerciali e il totale dei flussi fisici deriva dal fatto
che in questi ultimi sono ricompresi anche i flussi per compensazio -
ni e soccorsi tra i gestori delle reti nazionali confinanti.



3 La richiesta sulla rete corrisponde alla somma dei consumi finali di energia
elettrica e delle perdite di rete.

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