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La generazione elettrica in Italia






addirittura può causare fenomeni cosiddetti di adverse flows, nei qua -
li l’energia fluisce da una zona a prezzo più alto ad una zona a prezzo
più basso. L’implementazione del market coupling garantisce invece
che tutta la capacità di trasporto disponibile sia utilizzata al meglio,
evitando i già citati fenomeni di adverse flows e determinando una
maggiore convergenza dei prezzi dell’energia tra i vari Paesi.
L’implementazione del coupling dei mercati elettrici può consen-
tire all’Italia di accedere a maggiori quantitativi di energia a basso
costo, ma può anche permettere al sistema di generazione nazionale
di sfruttare al meglio, esportando, le situazioni di carenza di offerta
nei mercati Centro-europei, che pure si verificano.
L’integrazione dei mercati dell’energia europei mediante coupling
è tuttavia solo un passo intermedio verso l’obiettivo della creazione
di un unico Internal Electricity Market. Infatti, il crescente sviluppo
in tutto il Continente delle fonti rinnovabili non programmabili (fo -
tovoltaico ed eolico in primis) introduce nella gestione del sistema
elettrico livelli di aleatorietà sempre maggiori, che richiedono la
disponibilità di adeguate risorse per bilanciare in ogni istante pro
-
duzione e consumo di energia. Tale problematica è finora stata af-
frontata solo a livello nazionale, con mercati di bilanciamento locali,
in cui i singoli gestori delle reti di trasmissione si approvvigionano
delle risorse necessarie. È invece auspicabile che, oltre ai mercati
dell’energia, anche i mercati di bilanciamento dei vari Paesi europei
possano “accoppiarsi” per la creazione di un unico e più efficiente
mercato di bilanciamento continentale.
Tale prospettiva, peraltro, posto che vi sia una sufficiente capaci-
tà di trasporto disponibile, sarebbe particolarmente favorevole per il
sistema di generazione termoelettrico italiano, che come noto è co -
stituito per la maggior parte da cicli combinati a gas naturale, tecno-
logia molto più flessibile degli impianti nucleari e a carbone/lignite
che dominano il mix termoelettrico europeo.
La flessibilità operativa è infatti la caratteristica principale per
operare in maniera competitiva ed efficace sui mercati di bilancia -
mento, con ridotti tempi di accensione e di permanenza in servizio
e veloci rampe di variazione della potenza generata.












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