Page 38 - RSE_Efficienza_edifici
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Le riqualificazioni energetiche
ca, è definito cogenerazione e permette di conseguire importanti ri-
sparmi di energia del combustibile, rispetto alla produzione separata
delle stesse quantità di energia elettrica e calore.
Un impianto di cogenerazione è costituito almeno da un motore
primo e da un generatore elettrico. Il motore primo converte parte
dell’energia del combustibile, sviluppata dalla combustione, in ener-
gia meccanica. Il generatore elettrico, trascinato dal motore primo,
trasforma l’energia meccanica in energia elettrica. L’energia termi -
ca residua del combustibile, a valle della trasformazione in energia
meccanica, può essere in tutto o in parte recuperata sotto forma di
calore utile. La parte non utilizzabile è dispersa nell’ambiente.
Esistono diverse tecnologie di motore primo, ognuna presenta
soluzioni differenti di recupero termico. La tecnologia che può esse-
re più facilmente impiegata negli interventi di risparmio energetico
in ambito residenziale è quella dei motori a combustione interna
(MCI), disponibili con una vasta gamma di soluzioni commerciali
di micro (fino a 50 kW) e mini (fino a 1 MW) cogenerazione [22]. Il
recupero termico avviene dai gas di scarico (ancora caldi dopo l’e -
spansione nei cilindri) e dai circuiti di raffreddamento del motore.
2.2.6 Teleriscaldamento
Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste
nella distribuzione di acqua calda (o surriscaldata) attraverso una
rete di tubazioni isolate e interrate che raggiungono le singole abi -
tazioni e altre utenze (non solo residenziali ma anche del terziario,
come uffici, ospedali e hotel).
L’acqua calda è prodotta da impianti di grossa taglia, presenti in
centrali termiche, collocate in posizione baricentrica rispetto alle
-
utenze servite. Il calore è trasferito dalla rete alle abitazioni attra
verso scambiatori dimensionati sui consumi delle utenze. In uscita
dagli scambiatori, l’acqua fredda ritorna alla centrale attraverso altre
tubazioni per ricominciare il ciclo [10]. Il teleriscaldamento non è,
di per sé, un intervento di risparmio energetico (la rete introduce
inefficienze, causate da dispersioni termiche e perdite nel circuito),
tuttavia consente di aggregare diversi utenti e tipologie di consumi
differenti e, quindi, di aumentare e appiattire la curva di domanda
termica rendendola adatta alle migliori tecnologie di efficienza ener -
getica, quali la cogenerazione di grossa taglia, le pompe di calore
geotermiche e gli impianti a biomassa.
Il teleriscaldamento può essere considerato intervento di riquali-
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E =€ 37
ca, è definito cogenerazione e permette di conseguire importanti ri-
sparmi di energia del combustibile, rispetto alla produzione separata
delle stesse quantità di energia elettrica e calore.
Un impianto di cogenerazione è costituito almeno da un motore
primo e da un generatore elettrico. Il motore primo converte parte
dell’energia del combustibile, sviluppata dalla combustione, in ener-
gia meccanica. Il generatore elettrico, trascinato dal motore primo,
trasforma l’energia meccanica in energia elettrica. L’energia termi -
ca residua del combustibile, a valle della trasformazione in energia
meccanica, può essere in tutto o in parte recuperata sotto forma di
calore utile. La parte non utilizzabile è dispersa nell’ambiente.
Esistono diverse tecnologie di motore primo, ognuna presenta
soluzioni differenti di recupero termico. La tecnologia che può esse-
re più facilmente impiegata negli interventi di risparmio energetico
in ambito residenziale è quella dei motori a combustione interna
(MCI), disponibili con una vasta gamma di soluzioni commerciali
di micro (fino a 50 kW) e mini (fino a 1 MW) cogenerazione [22]. Il
recupero termico avviene dai gas di scarico (ancora caldi dopo l’e -
spansione nei cilindri) e dai circuiti di raffreddamento del motore.
2.2.6 Teleriscaldamento
Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste
nella distribuzione di acqua calda (o surriscaldata) attraverso una
rete di tubazioni isolate e interrate che raggiungono le singole abi -
tazioni e altre utenze (non solo residenziali ma anche del terziario,
come uffici, ospedali e hotel).
L’acqua calda è prodotta da impianti di grossa taglia, presenti in
centrali termiche, collocate in posizione baricentrica rispetto alle
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utenze servite. Il calore è trasferito dalla rete alle abitazioni attra
verso scambiatori dimensionati sui consumi delle utenze. In uscita
dagli scambiatori, l’acqua fredda ritorna alla centrale attraverso altre
tubazioni per ricominciare il ciclo [10]. Il teleriscaldamento non è,
di per sé, un intervento di risparmio energetico (la rete introduce
inefficienze, causate da dispersioni termiche e perdite nel circuito),
tuttavia consente di aggregare diversi utenti e tipologie di consumi
differenti e, quindi, di aumentare e appiattire la curva di domanda
termica rendendola adatta alle migliori tecnologie di efficienza ener -
getica, quali la cogenerazione di grossa taglia, le pompe di calore
geotermiche e gli impianti a biomassa.
Il teleriscaldamento può essere considerato intervento di riquali-
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