Page 147 - Resilienza sistema elettrico
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6.2.1 I modelli climatici
Il clima è determinato dal complesso degli eventi meteorologici
che hanno una certa intensità e frequenza nella regione d’interesse
per un periodo sufficientemente lungo (tipicamente un trentennio).
Per la sua caratterizzazione è dunque necessario considerare i valori
giornalieri di diverse variabili meteorologiche, in particolare: la tem-
peratura superficiale dell’aria media (tas), minima (tmin) e massima
(tmax), la precipitazione totale (pr) e l’intensità del vento (wind).
Per lo studio del clima si ricorre sostanzialmente a due tipi di
strumenti: le serie storiche di misure e i modelli climatici. I primi
costituiscono il miglior riferimento di ciò che è realmente accaduto
nel passato, ma hanno evidentemente una rappresentatività spazia-
le limitata e una capacità previsionale ancor più ridotta; i secondi,
invece, possono dare una descrizione verosimile delle interazioni tra
le variabili meteo-climatiche nello spazio e nel tempo con cui fornire
proiezioni future a medio-lungo termine. Tali ricostruzioni numeri-
che presentano, tuttavia, alcune limitazioni intrinseche, legate alla
risoluzione spazio-temporale finita delle equazioni fluidodinamiche,
che descrivono i processi atmosferici, e alle approssimazioni degli
algoritmi che descrivono le interazioni atmosfera-oceano-terra-bio-
sfera, trattandosi di meccanismi assolutamente complessi e inter-
connessi con scale spazio-temporali molto diverse e ancora non com-
pletamente compresi.
Poiché non esiste un modello ottimale, in grado di descrivere
meglio di ogni altro tutte le diverse condizioni atmosferiche, si ela-
borano gli scenari climatici applicando tecniche di ensemble means,
secondo le raccomandazioni della comunità scientifica internazio-
nale [85]. In pratica, si utilizzano i risultati di più simulazioni per
elaborare proiezioni future in termini probabilistici, ottenendo così
un errore di previsione ridotto, grazie al contributo di più simulazio-
ni modellistiche, e una stima dell’incertezza della proiezione futura,
data dallo spread dei modelli considerati nel processo di media.
Per difendersi dalle situazioni critiche, non basta però utilizzare
più modelli. I potenziali impatti dei cambiamenti climatici devono
essere considerati sotto diverse ipotesi di sviluppo. Infatti, i processi
atmosferici dipendono dalle forzanti radiative che, nei prossimi de-
cenni, potranno cambiare in modo significativo essenzialmente per
un diverso uso dei combustibili fossili (da cui dipenderanno diverse
concentrazioni in aria dei gas serra), a sua volta legato alle diverse evo-
luzioni demografiche, socio-politiche, economiche e tecnologiche .
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Sulla base degli scenari emissivi dello Special Report on Emissions
Scenarios (SRES A2, A1B, B1), indicati dall’Intergovernmental Panel on
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