Page 45 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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Gli intervalli di LCOE sono stati calcolati sulla base degli estremi
degli intervalli riportati in Tabella 2.4 per i diversi parametri che ne
concorrono alla determinazione.




2.5 gli imPianti eoliCi


Lo sviluppo della tecnologia eolica attuale ha preso impulso dalla crisi
petrolifera che si registrò a partire dall’autunno del 1973 e che colpì so -
prattutto i Paesi maggiormente industrializzati. A partire da tale evento,
l’energia posseduta dal vento, in precedenza oggetto di poche attenzioni,
cominciò ad essere indicata come una delle fonti energetiche rinnovabili
in grado di subentrare, seppur parzialmente, ai combustibili fossili.
All’inizio degli Anni ‘80 in diversi Paesi Europei e negli Stati Uniti fu -
rono finanziati diversi programmi di ricerca per sostenere lo sviluppo e la
sperimentazione in campo di vari prototipi di aerogeneratori in grado di
convertire proficuamente l’energia cinetica posseduta dal vento in ener -
gia elettrica. Tale sperimentazione riguardò prevalentemente modelli ad
asse orizzontale di media taglia (alcune centinaia di kW) e, in misura mi -
nore, macchine di grossa taglia. Queste ultime, pur rivelandosi premature
per quei tempi, fornirono numerose e preziose informazioni alle aziende
costruttrici di aerogeneratori commerciali, consentendo di rendere dispo -
nibili sul mercato, già da oltre un decennio, modelli multi-megawatt da
impiegare come unità di generazione in parchi eolici.
La tecnologia di produzione da fonte eolica si può attualmente ri -
tenere matura per quanto riguarda la realizzazione di impianti sulla
terraferma, sebbene ancora oggi si registri la tendenza dei maggiori
costruttori di aerogeneratori ad orientarsi verso la realizzazione di
macchine di taglia maggiore, soprattutto per il futuro sfruttamento
dell’eolico in ambiente marino (offshore). La realizzazione di parchi
eolici offshore, oltre che in “acque basse” con ricorso a tecnologia già
ampiamente sperimentata e consolidata soprattutto nel Nord Euro -
pa, potrà avvenire anche in “acque profonde”, con tecnologia attual-
mente allo stadio prototipale. Le installazioni per acque profonde
prevedono l’utilizzo di aerogeneratori su piattaforme galleggianti e la
costruzione di parchi caratterizzati da elevata concentrazione di po -
tenza eolica in siti marini generalmente lontani dalla terraferma, per
i quali si presume sussistano minori problematiche di accettazione
da parte della collettività. Data la morfologia dei fondali italiani, la
maggior parte della capacità eolica in aree marine sarà presumibil -
mente realizzata in corrispondenza di acque profonde, quindi quan-

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