Page 41 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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Figura 2.10 schema di un impianto idroelettrico (a bacino o serbatoio).
Diga
Serbatoio Turbina
Condotta idraulica Trasformatore
forzata Alternatore
Rete
Canale di restituzione
picamente costituiti da due bacini idrici, ubicati uno a monte e l’altro
a valle della centrale vera e propria, cioè dell’edificio contenente le
turbine e gli altri macchinari necessari alla generazione di elettricità.
Nelle ore di punta, durante i picchi di prezzo dell’energia elettrica,
l’acqua viene fatta fluire dal bacino superiore a quello inferiore azio -
nando le turbine. Nelle ore notturne e nei giorni festivi, quando la
domanda e quindi il prezzo dell’energia sono minimi, la stessa acqua
viene pompata nel bacino superiore, in modo da ricostituire l’invaso
occorrente al successivo ciclo di funzionamento.
La generazione idroelettrica, dopo aver costituito l’asse portante
del processo d’industrializzazione del nostro Paese tra le due Guerre
Mondiali e aver contribuito alla ripresa economica nell’immediato
dopoguerra (Anni ‘50), dagli Anni ‘60 ha vissuto una fase molto sfa -
vorevole sia a livello politico sia nella pubblica opinione.
A tale inversione di tendenza rispetto agli anni del boom economico
hanno contribuito diversi fattori oggettivi, alcuni di natura prettamente
economica (basso costo dei combustibili fossili almeno fino alla crisi pe -
trolifera degli Anni ‘70; tempi di ritorno degli investimenti molto lunghi
per le infrastrutture idroelettriche; costo crescente della manodopera
e dei materiali), altri di natura tecnica (progressiva diminuzione della
disponibilità di siti favorevoli per la realizzazione degli impianti).
L’effetto di tali fattori è evidente confrontando l’andamento stori-
co della produzione idroelettrica italiana dal 1920 a oggi rispetto alla
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Figura 2.10 schema di un impianto idroelettrico (a bacino o serbatoio).
Diga
Serbatoio Turbina
Condotta idraulica Trasformatore
forzata Alternatore
Rete
Canale di restituzione
picamente costituiti da due bacini idrici, ubicati uno a monte e l’altro
a valle della centrale vera e propria, cioè dell’edificio contenente le
turbine e gli altri macchinari necessari alla generazione di elettricità.
Nelle ore di punta, durante i picchi di prezzo dell’energia elettrica,
l’acqua viene fatta fluire dal bacino superiore a quello inferiore azio -
nando le turbine. Nelle ore notturne e nei giorni festivi, quando la
domanda e quindi il prezzo dell’energia sono minimi, la stessa acqua
viene pompata nel bacino superiore, in modo da ricostituire l’invaso
occorrente al successivo ciclo di funzionamento.
La generazione idroelettrica, dopo aver costituito l’asse portante
del processo d’industrializzazione del nostro Paese tra le due Guerre
Mondiali e aver contribuito alla ripresa economica nell’immediato
dopoguerra (Anni ‘50), dagli Anni ‘60 ha vissuto una fase molto sfa -
vorevole sia a livello politico sia nella pubblica opinione.
A tale inversione di tendenza rispetto agli anni del boom economico
hanno contribuito diversi fattori oggettivi, alcuni di natura prettamente
economica (basso costo dei combustibili fossili almeno fino alla crisi pe -
trolifera degli Anni ‘70; tempi di ritorno degli investimenti molto lunghi
per le infrastrutture idroelettriche; costo crescente della manodopera
e dei materiali), altri di natura tecnica (progressiva diminuzione della
disponibilità di siti favorevoli per la realizzazione degli impianti).
L’effetto di tali fattori è evidente confrontando l’andamento stori-
co della produzione idroelettrica italiana dal 1920 a oggi rispetto alla
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