Page 12 - RSE_Efficienza_edifici
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Sommario
In Italia, i consumi energetici del settore residenziale sono in cre -
scita; secondo i dati diffusi da Eurostat nel 2013 essi hanno superato
34 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), ovvero il 29
per cento dei consumi finali del nostro Paese. Dietro questi numeri
ci sono molti sprechi.
I 12 milioni di edifici residenziali distribuiti in Italia, infatti, non
brillano certo per attenzione al tema dell’efficienza energetica: del
resto, per oltre il 65 per cento sono stati realizzati più di quarant’anni
fa, prima che fosse emanata una legge sulla prestazione energetica
in edilizia.
Le condizioni al contorno per invertire la rotta ci sono tutte.
L’Europa ritiene che riqualificare energeticamente il patrimonio
edilizio sia una via preferenziale per accrescere la sicurezza energe-
tica e per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO 2.
Per questo ha predisposto un corpus legislativo volto a promuovere
l’efficienza energetica, definendo regole e condizioni affinché, non
solo le nuove costruzioni, ma anche le ristrutturazioni, rispettino
standard minimi di prestazione energetica. A supporto di queste
-
azioni, l’Europa ha stanziato nel bilancio economico 2014-2020 ri
sorse per circa 20 miliardi di euro. Anche in Italia sono stati allocati
opportuni fondi e creati strumenti per favorire lo sviluppo dell’effi -
cienza energetica (Conto Termico, detrazioni fiscali, Certificati Bianchi,
fondi rotativi, eccetera).
Il mondo delle costruzioni, fortemente colpito dall’attuale crisi
economica, vede il tema della riqualificazione energetica come l’oc-
casione per rilanciare il settore. Già oggi le ristrutturazioni nel loro
insieme rappresentano circa il 40 per cento del valore degli investi -
menti in costruzioni, segnando nel 2014 una crescita degli investi-
menti del 3 per cento in termini reali. Per comprendere l’importanza
di questi dati bisogna aver presente che, secondo i dati forniti dall’Os -
servatorio Congiunturale sull’industria delle Costruzioni (2014) di
ANCE, dal 2008 a oggi sono andati perduti 446 mila posti di lavoro e
sono fallite 11 mila imprese. Tutta la filiera ha subito un crollo, con
un calo vistoso delle consegne di cemento (meno 23 per cento) e
legno (meno 19 per cento), a riprova della progressiva e significativa
riduzione delle abitazioni messe in cantiere. Si tenga anche presente
che, secondo quanto riportato dalla stessa ANCE, per ogni miliardo
di euro di investimenti nelle costruzioni si attiva un volume di affari
di 1,8 miliardi, generando quasi 24 mila nuovi posti di lavoro, di cui
oltre un terzo in settori collegati.
Nonostante tali favorevoli presupposti il quadro attuale non è
certo esaltante, seppur si registri qualche timido segnale. Secondo
3
E =€ 11
In Italia, i consumi energetici del settore residenziale sono in cre -
scita; secondo i dati diffusi da Eurostat nel 2013 essi hanno superato
34 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), ovvero il 29
per cento dei consumi finali del nostro Paese. Dietro questi numeri
ci sono molti sprechi.
I 12 milioni di edifici residenziali distribuiti in Italia, infatti, non
brillano certo per attenzione al tema dell’efficienza energetica: del
resto, per oltre il 65 per cento sono stati realizzati più di quarant’anni
fa, prima che fosse emanata una legge sulla prestazione energetica
in edilizia.
Le condizioni al contorno per invertire la rotta ci sono tutte.
L’Europa ritiene che riqualificare energeticamente il patrimonio
edilizio sia una via preferenziale per accrescere la sicurezza energe-
tica e per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO 2.
Per questo ha predisposto un corpus legislativo volto a promuovere
l’efficienza energetica, definendo regole e condizioni affinché, non
solo le nuove costruzioni, ma anche le ristrutturazioni, rispettino
standard minimi di prestazione energetica. A supporto di queste
-
azioni, l’Europa ha stanziato nel bilancio economico 2014-2020 ri
sorse per circa 20 miliardi di euro. Anche in Italia sono stati allocati
opportuni fondi e creati strumenti per favorire lo sviluppo dell’effi -
cienza energetica (Conto Termico, detrazioni fiscali, Certificati Bianchi,
fondi rotativi, eccetera).
Il mondo delle costruzioni, fortemente colpito dall’attuale crisi
economica, vede il tema della riqualificazione energetica come l’oc-
casione per rilanciare il settore. Già oggi le ristrutturazioni nel loro
insieme rappresentano circa il 40 per cento del valore degli investi -
menti in costruzioni, segnando nel 2014 una crescita degli investi-
menti del 3 per cento in termini reali. Per comprendere l’importanza
di questi dati bisogna aver presente che, secondo i dati forniti dall’Os -
servatorio Congiunturale sull’industria delle Costruzioni (2014) di
ANCE, dal 2008 a oggi sono andati perduti 446 mila posti di lavoro e
sono fallite 11 mila imprese. Tutta la filiera ha subito un crollo, con
un calo vistoso delle consegne di cemento (meno 23 per cento) e
legno (meno 19 per cento), a riprova della progressiva e significativa
riduzione delle abitazioni messe in cantiere. Si tenga anche presente
che, secondo quanto riportato dalla stessa ANCE, per ogni miliardo
di euro di investimenti nelle costruzioni si attiva un volume di affari
di 1,8 miliardi, generando quasi 24 mila nuovi posti di lavoro, di cui
oltre un terzo in settori collegati.
Nonostante tali favorevoli presupposti il quadro attuale non è
certo esaltante, seppur si registri qualche timido segnale. Secondo
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