Page 13 - RSE_Efficienza_edifici
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quanto riportato dall’analisi di CRESME (Città, mercato e rigenerazio-
ne urbana 2012) e di ENEA (Le detrazioni fiscali del 55 per cento per
la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente) nel 2012
ci sono stati ben 265 mila interventi che hanno beneficiato delle de-
trazioni fiscali generando investimenti per circa 4 miliardi di euro.
-
Tuttavia, si tratta per la stragrande maggioranza di interventi rela
tivamente leggeri e con limitati risparmi energetici. Basti dire che
per il 64 per cento si tratta di sostituzione dei serramenti e che gli
interventi globali sono stati solo 1.200 in tutta Italia (meno dello 0,5
per cento).
Anche nell’opinione pubblica, seppur con molta difficoltà, si sta
sviluppando un atteggiamento sempre più attento ai temi dell’ener -
gia, anche se ciò non sempre si traduce in comportamenti virtuosi e
in un nuovo modo di giudicare e valutare le imprese e i loro prodotti.
Perché, dunque, non si riesce a far decollare le riqualificazioni
energetiche? Quali sono i margini di risparmio che si possono ot
-
tenere nelle proprie case, quanto costa riqualificare, quali sono le
opzioni a disposizioni? Queste sono alcune delle domande cui la mo -
nografia prova a rispondere.
Per affrontare tali questioni, com’è nel DNA di RSE, si è adottato
un approccio di “sistema” in cui elementi differenti contribuiscono al -
la valutazione: tecnologici, energetici, economici, sociologici. Il lavoro
si inserisce nell’attività di ricerca che RSE svolge ad ampio raggio sui
temi dell’efficienza energetica e si avvale dell’esperienza acquisita nel -
le attività di consulenza e di supporto nei tavoli tecnici istituzionali, ai
quali RSE spesso è chiamata a dare il proprio contributo.
Nella prima parte dello studio è messo a fuoco il problema: lo
spreco energetico. Esso è conseguenza del fatto che il patrimonio
edilizio nazionale è tendenzialmente vecchio, come risulta dalla più
recente “fotografia del censimento ISTAT 2011” e quindi con struttu -
re poco isolate e con tecnologie mediamente poco efficienti, come
emerge dalla ricostruzione bottom-up dei consumi energetici di tali
edifici, con particolare attenzione al riscaldamento.
Nella seconda parte si evidenziano le possibili soluzioni, che pas -
sano attraverso una ampia gamma di interventi di riqualificazione
energetica valutati non solo per le loro prestazioni tecnologiche ma
anche e soprattutto alla luce della loro sostenibilità economica, in ter -
mini di costi-benefici, di realizzabilità e di disponibilità di strumenti
di incentivazione. Tra gli obiettivi principali si è voluto quantificare
la frazione del parco edilizio per cui già ora è possibile realizzare
interventi efficaci sotto il profilo dei costi e ricavare i corrispondenti
potenziali risparmi energetici e investimenti necessari.
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ne urbana 2012) e di ENEA (Le detrazioni fiscali del 55 per cento per
la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente) nel 2012
ci sono stati ben 265 mila interventi che hanno beneficiato delle de-
trazioni fiscali generando investimenti per circa 4 miliardi di euro.
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Tuttavia, si tratta per la stragrande maggioranza di interventi rela
tivamente leggeri e con limitati risparmi energetici. Basti dire che
per il 64 per cento si tratta di sostituzione dei serramenti e che gli
interventi globali sono stati solo 1.200 in tutta Italia (meno dello 0,5
per cento).
Anche nell’opinione pubblica, seppur con molta difficoltà, si sta
sviluppando un atteggiamento sempre più attento ai temi dell’ener -
gia, anche se ciò non sempre si traduce in comportamenti virtuosi e
in un nuovo modo di giudicare e valutare le imprese e i loro prodotti.
Perché, dunque, non si riesce a far decollare le riqualificazioni
energetiche? Quali sono i margini di risparmio che si possono ot
-
tenere nelle proprie case, quanto costa riqualificare, quali sono le
opzioni a disposizioni? Queste sono alcune delle domande cui la mo -
nografia prova a rispondere.
Per affrontare tali questioni, com’è nel DNA di RSE, si è adottato
un approccio di “sistema” in cui elementi differenti contribuiscono al -
la valutazione: tecnologici, energetici, economici, sociologici. Il lavoro
si inserisce nell’attività di ricerca che RSE svolge ad ampio raggio sui
temi dell’efficienza energetica e si avvale dell’esperienza acquisita nel -
le attività di consulenza e di supporto nei tavoli tecnici istituzionali, ai
quali RSE spesso è chiamata a dare il proprio contributo.
Nella prima parte dello studio è messo a fuoco il problema: lo
spreco energetico. Esso è conseguenza del fatto che il patrimonio
edilizio nazionale è tendenzialmente vecchio, come risulta dalla più
recente “fotografia del censimento ISTAT 2011” e quindi con struttu -
re poco isolate e con tecnologie mediamente poco efficienti, come
emerge dalla ricostruzione bottom-up dei consumi energetici di tali
edifici, con particolare attenzione al riscaldamento.
Nella seconda parte si evidenziano le possibili soluzioni, che pas -
sano attraverso una ampia gamma di interventi di riqualificazione
energetica valutati non solo per le loro prestazioni tecnologiche ma
anche e soprattutto alla luce della loro sostenibilità economica, in ter -
mini di costi-benefici, di realizzabilità e di disponibilità di strumenti
di incentivazione. Tra gli obiettivi principali si è voluto quantificare
la frazione del parco edilizio per cui già ora è possibile realizzare
interventi efficaci sotto il profilo dei costi e ricavare i corrispondenti
potenziali risparmi energetici e investimenti necessari.
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