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Il parco edilizio residenziale






re la classificazione di ISTAT sono state definite 7 classi di vetustà.
L’ultimo aspetto di cui si è tenuto conto nella scelta degli edifici è
la collocazione geografica dell’edificio. La località geografica, infatti,
influenza il consumo degli edifici direttamente, per via del clima,
e indirettamente, in quanto le tecniche costruttive si differenziano
-
localmente riflettendo il clima locale e la disponibilità di partico
lari materiali edili. Inoltre, per gli edifici più recenti non bisogna
dimenticare che i vincoli imposti dalle leggi dipendono generalmen -
te anche dalla zona climatica in cui ricade l’edificio. La scelta delle
località è stata fatta in modo da selezionarne una per ciascuna zona
climatica da B a F.
Incrociando i dati sulla numerosità e la superficie degli edifici e
i consumi specifici degli archetipi, sono state costruite le Figure 1.7
e 1.8 in cui sono rappresentati, rispettivamente, i consumi specifici
medi e i consumi complessivi raggruppati per epoca di costruzione
degli edifici. In merito ai consumi specifici emerge un trend decre -
scente dovuto a tre fattori:
1) il ruolo del legislatore che ha posto vincoli sulla prestazione ener -
getica degli edifici e sugli elementi edilizi e di impianto sempre
più stringenti nel corso degli anni. Questo aspetto è responsabile
delle forti riduzioni che si registrano nelle classi V5, V6 e V7 per
effetto, in particolare, della legge 373/76, della legge 10/91 e del
decreto legislativo 192/05;
2) l’evoluzione della tipologia costruttiva, con una relativa riduzione
degli edifici monofamiliari (aventi consumi specifici più elevati)
a fronte di un aumento degli edifici condominiali. Questa consi -
derazione spiega, in parte, la riduzione che si ha tra il consumo
specifico medio degli edifici costruiti prima del 1919 e le tre classi
successive. A titolo esemplificato si noti che i monofamiliari, che
rappresentano il 37 per cento della superficie residenziale per
gli edifici più vetusti, contano per il 23 per cento per gli edifici
del periodo ‘61-‘82, mentre nello stesso periodo la superficie dei
condomini con più di 16 abitazioni passa dal 7 al 25 per cento;
3) la diversa collocazione geografica degli edifici. Si nota infatti che
negli edifici più vetusti c’è una maggiore quota di edifici localiz -
zati nelle regioni del Nord-Ovest dell’Italia e, in virtù di un clima
più rigido, si hanno consumi maggiori. Sempre in termini relati -
vi, invece, aumenta la quota di edifici localizzati nell’Italia Meri-
dionale e Insulare negli Anni ‘60 e ‘70.

Per quel che concerne i consumi complessivi, emerge che quasi

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