Page 29 - Resilienza sistema elettrico
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vraccarichi, si innesca un processo di scatto in cascata delle interconnessioni
che conduce, in circa 12 secondi dallo scatto della Sils-Soazza, alla separazio-
ne del sistema italiano dal resto del sistema UCTE.
Tale intervallo è caratterizzato da fenomeni transitori che comportano
valori molto bassi di tensione e lo scatto di alcuni gruppi di generazione. Do-
po la separazione, il sistema italiano raggiunge un punto di equilibrio, grazie
all’intervento dei sistemi di difesa (che staccano 3.200 MW di pompaggi e
7.700 MW di carico) e della regolazione primaria dei generatori. Purtroppo,
però, di lì a poco diversi gruppi di generazione cominciano a scollegarsi per
diverse ragioni, sia elettriche (limite di sotto-eccitazione, minima frequenza:
in questo caso, spesso con scatto intempestivo rispetto ai valori imposti dal
Gestore della rete), sia termodinamiche (minima pressione in caldaia di im-
pianti a vapore, massima temperatura fumi di gruppi turbogas).
La perdita di generazione comporta una sollecitazione maggiore per i
gruppi rimasti in servizio: si innesca così un processo di scatto in cascata dei
generatori che conduce rapidamente al collasso di frequenza e al blackout
generalizzato, non appena la frequenza raggiunge la soglia minima di 47,5
Hz. Il funzionamento “in isola” dopo la separazione dalla rete UCTE è durato
solo 2 minuti e mezzo. L’energia non fornita a seguito del blackout è stata
stimata intorno a 180.000 MWh.
I problemi che hanno portato al blackout, e le difficoltà riscontra-
te nel ripristino, sono stati sistematicamente affrontati da TERNA che
negli anni successivi ha migliorato le procedure per la prevenzione e
gestione dei blackout.
Blackout europeo del novembre 2006
I disturbi nei sistemi elettrici interconnessi si possono propagare
da una zona all’altra della rete di trasmissione: il rischio di un blackout
esteso a gran parte dell’Europa è remoto, ma reale. Il disservizio del 4
novembre 2006 portò a un passo dal blackout totale della rete europea
continentale e interessò anche utenti del territorio italiano. L’analisi
dell’UCTE [9] è sintetizzata di seguito.
La sera del 4 novembre 2006, una manovra eseguita da un operatore di
sala controllo della Eon Netz, il TSO della Germania settentrionale, causò
7 La Sicilia si scollegò per il tempestivo intervento di un dispositivo del
piano di difesa, installato in seguito al blackout del 2003; la Sardegna non
subì ripercussioni, perché è connessa al sistema continentale in modo
asincrono attraverso un collegamento in corrente continua, per cui risulta
disaccoppiata rispetto ai disturbi.
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