Page 99 - Resilienza sistema elettrico
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FIGURA 5.1 Evoluzione di un evento estremo in un sistema resiliente
(in ascissa il tempo, in ordinata il livello di servizio).
Fonte: ripreso con adattamenti da [56]
R
Resilienza
Resilienza esercizio
infrastruttura
Robustezza Disponibilità di risorse/ridondanza Risposta Robustezza
Infrastruttura
R O Stato
resiliente
R pr Stato
degrado ripristino post-ripristino
R pe Stato degrado post-ripristino
t o t e t pe t r t pr t ir t pir
■ ■ la valutazione, la previsione e la mitigazione delle minacce;
■ ■ la programmazione di azioni di controllo che riducono la vulne-
rabilità dei componenti e del sistema;
■ ■ la difesa, finalizzata a contenere il processo di degrado (e quindi
2
i disservizi) ;
■ ■ il ripristino, che deve essere adattato alla situazione specifica di
disservizio e del successivo processo di ripresa .
3
Si può sintetizzare, affermando che gli approcci passivi corrispon-
dono a interventi di progettazione e pianificazione dei componenti e
della rete; quelli attivi alla progettazione di sistemi di protezione e dife-
sa smart e alle azioni prese in fase di programmazione dell’esercizio ed
esercizio in tempo reale, il più possibile “calibrate” sulla effettiva situa-
zione in termini di minacce e condizione del sistema.
In questo contesto assumono un ruolo fondamentale i metodi de-
scritti in precedenza, basati sul concetto di rischio: questi consentono
2 Ad esempio, per far fronte a un evento severo in rete un sistema resiliente
può separarsi in sotto-reti, al fine di evitare l’estensione del disservizio
alle aree non colpite dall’evento.
3 Un ripristino smart contempla anche la possibilità di riattivare
reti di distribuzione, basandosi su risorse locali di riaccensione,
basate su generazione distribuita.
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