Page 52 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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I costi di generazione
delle fonti e delle tecnologie
malmente, però, si effettua un secondo passaggio, basato sull’e-
strazione mediante solventi chimici dell’olio residuo: il prodotto
di scarto che si ottiene in questo caso è la farina di estrazione. L’o -
lio grezzo derivato dall’estrazione meccanica può essere utilizza-
to nei motori diesel per la produzione di energia elettrica, appor-
tando eventualmente modifiche sul circuito d’iniezione, mentre
l’olio ottenuto mediante estrazione chimica deve subire processi
di raffinazione in funzione del tipo di uso a cui è destinato.
biomasse gassose (biogas). Il biogas da fermentazione anaerobica è
una miscela composta, in percentuale variabile, da metano (CH 4 )
e anidride carbonica (CO 2 ) più altri gas presenti in tracce, che
comunque non vanno trascurati poiché possono creare problemi
all’impianto. Si tratta in genere di composti solforati e di acqua.
L’elemento principale è il metano che, tipicamente presente
in percentuale variabile dal 50 al 65%, determina le caratteristi -
che energetiche del biogas. Poiché il potere calorifico inferiore
3
del metano puro è di 34 MJ/Nm , quello del biogas scende tipica-
mente a valori di 17-22 MJ/Nm .
3
Il biogas è un prodotto che non ha un mercato di scambio, per cui
il suo valore è associato al costo della sua produzione, cioè al costo
dell’impianto di digestione anaerobica dal quale è prodotto, al costo
d’approvvigionamento della biomassa grezza e ai costi operativi e di
manutenzione dell’impianto. L’utilizzo di alcuni tipi di biomassa com -
porta un costo aggiuntivo dovuto alla loro produzione (è il caso dell’u -
so di colture dedicate) o al loro trasporto (scarti alimentari) oppure, al
contrario, un ricavo: è il caso della frazione organica dei rifiuti solidi
urbani, il cui costo di smaltimento può rappresentare un ricavo per il
digestore che effettua lo smaltimento stesso. Per semplicità di analisi,
i costi della biomassa grezza sono suddivisi per tipologia:
■ ■ reflui zootecnici: costo nullo, poiché non esiste un mercato di
scambio;
■ ■ scarti dell’industria alimentare (tra cui macellazione): costo me-
dio pari a 10 €/t;
■ ■ colture dedicate: costo colturale che cambia secondo la coltura
utilizzata, la resa e la posizione geografica. In media si considera:
insilato mais o sorgo 24 €/t; insilato triticale 23 €/t.
4
5
4 L’insilato è il prodotto di una tecnica di conservazione del foraggio.
5 Il triticale (o triticosecale) è un ibrido artificiale tra la segale e il grano tenero
o altre varietà del genere Triticum.
energia elettrica, anatomia dei costi 51
delle fonti e delle tecnologie
malmente, però, si effettua un secondo passaggio, basato sull’e-
strazione mediante solventi chimici dell’olio residuo: il prodotto
di scarto che si ottiene in questo caso è la farina di estrazione. L’o -
lio grezzo derivato dall’estrazione meccanica può essere utilizza-
to nei motori diesel per la produzione di energia elettrica, appor-
tando eventualmente modifiche sul circuito d’iniezione, mentre
l’olio ottenuto mediante estrazione chimica deve subire processi
di raffinazione in funzione del tipo di uso a cui è destinato.
biomasse gassose (biogas). Il biogas da fermentazione anaerobica è
una miscela composta, in percentuale variabile, da metano (CH 4 )
e anidride carbonica (CO 2 ) più altri gas presenti in tracce, che
comunque non vanno trascurati poiché possono creare problemi
all’impianto. Si tratta in genere di composti solforati e di acqua.
L’elemento principale è il metano che, tipicamente presente
in percentuale variabile dal 50 al 65%, determina le caratteristi -
che energetiche del biogas. Poiché il potere calorifico inferiore
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del metano puro è di 34 MJ/Nm , quello del biogas scende tipica-
mente a valori di 17-22 MJ/Nm .
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Il biogas è un prodotto che non ha un mercato di scambio, per cui
il suo valore è associato al costo della sua produzione, cioè al costo
dell’impianto di digestione anaerobica dal quale è prodotto, al costo
d’approvvigionamento della biomassa grezza e ai costi operativi e di
manutenzione dell’impianto. L’utilizzo di alcuni tipi di biomassa com -
porta un costo aggiuntivo dovuto alla loro produzione (è il caso dell’u -
so di colture dedicate) o al loro trasporto (scarti alimentari) oppure, al
contrario, un ricavo: è il caso della frazione organica dei rifiuti solidi
urbani, il cui costo di smaltimento può rappresentare un ricavo per il
digestore che effettua lo smaltimento stesso. Per semplicità di analisi,
i costi della biomassa grezza sono suddivisi per tipologia:
■ ■ reflui zootecnici: costo nullo, poiché non esiste un mercato di
scambio;
■ ■ scarti dell’industria alimentare (tra cui macellazione): costo me-
dio pari a 10 €/t;
■ ■ colture dedicate: costo colturale che cambia secondo la coltura
utilizzata, la resa e la posizione geografica. In media si considera:
insilato mais o sorgo 24 €/t; insilato triticale 23 €/t.
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4 L’insilato è il prodotto di una tecnica di conservazione del foraggio.
5 Il triticale (o triticosecale) è un ibrido artificiale tra la segale e il grano tenero
o altre varietà del genere Triticum.
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