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I costi di generazione
delle fonti e delle tecnologie






I termovalorizzatori nazionali con recupero di energia elettrica
sono 51, a cui corrisponde una potenza elettrica nominale installata
pari a 782 MW, mentre sono 11 gli impianti anche dotati di ciclo di
cogenerazione con una produzione di energia termica effettuata su
base stagionale e tutti localizzati nel Nord del Paese.
In Italia nell’ultimo decennio si è assistito a un consolidamento e
a una crescita del recupero di energia elettrica nei termovalorizzatori
(cosiddetti impianti WtE - Waste to Energy), che dal 2004 al 2010 ha
permesso di incrementare la loro produzione di energia elettrica com -
plessiva da 2.346 GWh a 3.887 GWh (più 60%), mentre la produzione
di energia termica è di fatto raddoppiata rimanendo comunque a livel -
li nettamente inferiori rispetto a quella elettrica (1.212 GWh nel 2010).
Nel 2010 la distribuzione geografica di produzione di energia elettri -
ca proveniente dal recupero energetico nei termovalorizzatori vedeva
in testa il Nord Italia con 2.691 GWh, seguito dal Sud con 784 GWh e
quindi dal Centro con 412 GWh. Si prevede che, nonostante i noti pro -
blemi di accettabilità sociale per tale tipologia di impianti, si verificherà
un aumento significativo entro la fine del 2014 della capacità comples -
siva di trattamento e del relativo recupero energetico, determinato dalla
ristrutturazione e dall’ampliamento di alcuni impianti (Modena, Roma,
S. Vittore-FR), dall’avvio di ulteriori grandi impianti avvenuta a fine
2013 (Bolzano, Parma, Torino) e dalla costruzione di nuovi termovalo -
rizzatori (Albano Laziale, Manfredonia, Modugno, Gioia Tauro).
La capacità di trattamento media su base nazionale dei termovaloriz -
zatori di rifiuti urbani è di circa 135.000 t/anno di rifiuto incenerito e in
particolare 24 impianti si collocano nella fascia 34.000-100.000 t/anno, 17
in quella 100.000-200.000 t/anno, mentre solo 6 grandi impianti di costru -
zione relativamente recente si posizionano nella fascia uguale o supe -
riore a 200.000 t/anno (tra cui Brescia, Milano, Acerra, Parona, Modena,
Granarolo dell’Emilia). L’impianto con maggiore capacità attualmente in
funzione è quello di Brescia (880.000 t/anno) seguito da quello di Acerra
(600.000 t/anno), quest’ultimo alimentato esclusivamente con Combusti -
bile Solido Secondario (CSS) 6 .



6 Il combustibile solido secondario (CSS) è definibile come combustibile solido
ottenuto da rifiuti non pericolosi, utilizzato per il recupero di energia in impianti di
incenerimento o co-incenerimento, rispondente alle specifiche e alla classificazione
data dalla UNI EN 15359:2011. Può derivare dal trattamento di frazioni
omogenee e opportunamente selezionate di rifiuti urbani, rifiuti industriali, rifiuti
commerciali, rifiuti da costruzione e demolizione, fanghi da depurazione delle
acque reflue civili e industriali non pericolosi, eccetera. Si presenta di solito in varie
forme, addensate (pellets) o meno (fluff, simile a coriandoli).

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