Page 71 - RSE_Efficienza_edifici
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Questo permette di creare un database degli edifici su cui valutare diffe -
renti ipotesi di riqualificazione energetica. I potenziali risparmi energe -
tici sono quindi valutati immaginando la realizzazione degli interventi
che risultano ottimali in funzione dei costi su ciascuno degli edifici. Uno
schema della metodologia adottata è proposto in Figura 4.1.
4.1 VALUTAZIONE COSTI-BENEFICI
La scelta di riqualificare energeticamente un edificio può essere mo -
tivata e giustificata da molteplici fattori. Rilevanti sono le aspettative di
un ritorno economico legato prevalentemente alla riduzione delle bol -
lette energetiche, ma anche all’aumento del valore dell’edificio, specie
se in un’ottica di locazione o di vendita. Andando oltre gli aspetti mera -
mente economici, un beneficio da tenere in considerazione è il maggior
comfort e il benessere, non solo fisico, degli occupanti.
Inoltre, sono sempre di più i cittadini sensibili ai temi ambientali
che cercano di adottare comportamenti responsabili volti a favorire
un uso razionale delle risorse energetiche.
Si intuisce, quindi, come i benefici siano non solo di tipo economico
e, più in generale, difficili da quantificare attraverso una metodologia
oggettiva che permetta un confronto su una medesima scala. Volendo
proporre delle valutazioni costi-benefici è perciò fondamentale stabili -
re da principio il perimetro di tali valutazioni. A questo proposito si è
scelto di adottare il punto di vista del cittadino che realizza l’intervento,
trascurando le esternalità positive quali, ad esempio, la riduzione delle
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emissioni di CO 2 e gli impatti sull’economia nazionale.
Per confrontare tra loro i diversi interventi di riqualificazione e
valutare il più conveniente si è seguito l’approccio indicato nella Di-
rettiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, che de-
finisce un quadro metodologico comparativo per definire i requisiti
di prestazione energetica degli edifici in un’ottica di ottimizzazione
dei costi. L’indice su cui si fonda la metodologia è il costo globale,
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definito come la somma attualizzata di tutti i flussi di cassa dovuti ai
consumi energetici e all’adozione di misure di efficienza energetica.
1 Per approfondire, una trattazione esaustiva delle esternalità positive
è proposta dall’International Energy Agency in [15].
2 Alla direttiva è associato il Regolamento Delegato della Commissione
Europea N. 244/2012 [16] che definisce nel dettaglio gli aspetti metodologici
per il calcolo del costo globale e l’individuazione dei livelli di prestazione
ottimali in funzione dei costi.
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Questo permette di creare un database degli edifici su cui valutare diffe -
renti ipotesi di riqualificazione energetica. I potenziali risparmi energe -
tici sono quindi valutati immaginando la realizzazione degli interventi
che risultano ottimali in funzione dei costi su ciascuno degli edifici. Uno
schema della metodologia adottata è proposto in Figura 4.1.
4.1 VALUTAZIONE COSTI-BENEFICI
La scelta di riqualificare energeticamente un edificio può essere mo -
tivata e giustificata da molteplici fattori. Rilevanti sono le aspettative di
un ritorno economico legato prevalentemente alla riduzione delle bol -
lette energetiche, ma anche all’aumento del valore dell’edificio, specie
se in un’ottica di locazione o di vendita. Andando oltre gli aspetti mera -
mente economici, un beneficio da tenere in considerazione è il maggior
comfort e il benessere, non solo fisico, degli occupanti.
Inoltre, sono sempre di più i cittadini sensibili ai temi ambientali
che cercano di adottare comportamenti responsabili volti a favorire
un uso razionale delle risorse energetiche.
Si intuisce, quindi, come i benefici siano non solo di tipo economico
e, più in generale, difficili da quantificare attraverso una metodologia
oggettiva che permetta un confronto su una medesima scala. Volendo
proporre delle valutazioni costi-benefici è perciò fondamentale stabili -
re da principio il perimetro di tali valutazioni. A questo proposito si è
scelto di adottare il punto di vista del cittadino che realizza l’intervento,
trascurando le esternalità positive quali, ad esempio, la riduzione delle
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emissioni di CO 2 e gli impatti sull’economia nazionale.
Per confrontare tra loro i diversi interventi di riqualificazione e
valutare il più conveniente si è seguito l’approccio indicato nella Di-
rettiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, che de-
finisce un quadro metodologico comparativo per definire i requisiti
di prestazione energetica degli edifici in un’ottica di ottimizzazione
dei costi. L’indice su cui si fonda la metodologia è il costo globale,
2
definito come la somma attualizzata di tutti i flussi di cassa dovuti ai
consumi energetici e all’adozione di misure di efficienza energetica.
1 Per approfondire, una trattazione esaustiva delle esternalità positive
è proposta dall’International Energy Agency in [15].
2 Alla direttiva è associato il Regolamento Delegato della Commissione
Europea N. 244/2012 [16] che definisce nel dettaglio gli aspetti metodologici
per il calcolo del costo globale e l’individuazione dei livelli di prestazione
ottimali in funzione dei costi.
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