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Le barriere






una certa consapevolezza. Il limite è legato ad un approccio per cui
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si attende la copertura finanziaria al 100 per cento prima di intra
prendere delle azioni.
Purtroppo in questo modo sarà sempre più difficile operare e per
questo sarà fondamentale l’integrazione degli strumenti finanziari e,
in particolare, il ricorso a strumenti innovativi come i contratti EPC.
È questo un pensiero abbastanza condiviso con Bruno Villavecchia,
che vede l’elemento chiave nell’opportunità di accedere a finanzia -
menti nel rispetto dei vincoli cui si devono attenere gli enti pubblici.
L’EPC costituisce uno strumento utile e la stessa CONSIP tende a
formulare contratti che vanno in questa direzione (si vedano il servi -
zio energia e l’illuminazione pubblica). In generale, gli enti pubblici
devono seguire procedure e regole ben precise, diverse e più vinco -
late rispetto alla contrattualistica privata, quindi pur restando valido
il principio che regola l’EPC, gli strumenti specifici e la contrattuali-
stica devono essere definite ad hoc, così come il quadro regolatorio
che disciplina gli enti pubblici deve essere eventualmente adeguato
ai nuovi strumenti.




6.9 COSTO DEGLI AUDIT ENERGETICI
Per concludere, il costo degli audit energetici non è visto come
una barriera. Anzi, sostiene Bruno Villavecchia, se effettuati corret -
tamente e con i dovuti approfondimenti, essi dovrebbero essere il
-
primo passo ogni qual volta si vuole realizzare un intervento im
portante sull’involucro o sull’impianto. Un audit attendibile costitu-
isce, inoltre, una garanzia per l’utente finale e per l’eventuale ente
finanziatore. Tuttavia, provvedimenti che rendano obbligatori
gli audit potrebbero rivelarsi controproducenti, giacché è ele -
vato il rischio che siano vissuti come un mero adempimento
cui ottemperare al minimo costo a scapito della qualità.
Marco Zagni A tal proposito, Marco Zagni e Cecilia Hugony citano l’esempio
è direttore tecnico negativo fornito dalla certificazione energetica che, anche in assenza
di Ars Aedificandi, di adeguati controlli, ha portato talvolta ad attestati di infimo livello
azienda che
si occupa di e dubbia utilità. Si segnala inoltre, come sottolineato da Valeria Erba,
ristrutturazioni la possibile confusione che potrebbe crearsi proprio tra diagnosi e
e di nuove certificazione energetica, il tutto a scapito dei cittadini e dell’intero
costruzioni, in sistema. Infine, controcorrente è l’opinione di Paolo Landi che, tal -
Italia e all’estero volta, vede superflui gli audit energetici, giacché, specie per inter-
venti meno profondi, potrebbe essere sufficiente la condivisione di
best practice.

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