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Fare o non fare efficienza energetica:
c’è differenza per le imprese?
zialmente al settore della meccanica e, in particolare, al contributo
della fascia di fatturato più alta.
In generale, è interessante notare come, per tutti i settori, l’aumento
del rapporto tra valore aggiunto e attività fisse nette, per le imprese
che hanno effettuato interventi di efficienza energetica, sia legato
all’appartenenza alla classe più elevata di fatturato. Se ne deduce,
dunque, che le imprese con interventi di efficienza energetica e di
più grandi dimensioni riescono a ottenere un migliore rendimento
delle immobilizzazioni materiali e immateriali.
Il vantaggio delle imprese con interventi di efficienza energetica ri-
sulta comunque sufficientemente diffuso anche negli altri settori,
e per gli altri indici. In particolare, gli indici relativi al Return On In-
vestment e al tasso ci crescita medio annuo del fatturato sono quelli
che rivelano un più esteso (anche se inferiore in valore) vantaggio
delle imprese con interventi di efficienza energetica. Nel settore
agroalimentare le imprese con interventi di efficienza energetica
crescono meglio delle altre indipendentemente dalla dimensione,
mentre nella chimica/farmaceutica il vantaggio competitivo nella
crescita del fatturato è presente solo nella prima e terza fascia di
fatturato. Nella meccanica sono le imprese più piccole a mostrare
in media un vantaggio rispetto alle altre. Anche nel caso del ROI si
rileva un vantaggio per le imprese con interventi di efficienza ener-
getica, diffuso in particolare nel settore agroalimentare e della chi-
mica/farmaceutica. Nel settore della meccanica, invece, il vantaggio
si evidenzia solo per le imprese più grandi. La competitività di costo
è invece l’indice per cui si evidenzia la minore diffusione dei van-
taggi per le imprese con interventi di efficienza energetica tra i diversi
settori; inoltre, non sembra essere influenzato dalla dimensione delle
imprese. TAB20
Le differenze espresse in termini qualitativi nella Tabella 20, ven-
gono ulteriormente scandagliate per verificare la significatività dei
risultati, implementando il classico T-test sia per l’indice sintetico
di competitività sia per i quattro sottoindici. In particolare, questo
test permette di evidenziare se le differenze osservate tra i due
gruppi, uno costituito dalle imprese che hanno implementato in-
terventi di efficienza energetica e l’altro dal resto delle imprese, ab-
biano, entro un certo livello di significatività, una rilevanza
statistica. TAB21
I risultati principali del test sono riassunti in Tabella 21, e permet-
tono di affermare che la differenza osservata nelle medie, e mo-
strata nei grafici precedenti, non è casuale, bensì rispecchia le reali
Industria: meno consumo di energia più competitività? | 57

