Page 158 - Resilienza sistema elettrico
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Il contributo di RSE: studi e strumenti
FIGURA 6.24 Architettura dello strumento di valutazione del rischio
e della resilienza del sistema di potenza e ICT.
Generatore
di contingenza Modelli delle minacce (T)
Dati minacce
e vulnerabilità Modelli di vulnerabilità
Criteri dei componenti (V)
di selezione
Modelli probabilistici di guasto
dei dispositivi/sistemi di potenza ed ICT (F)
Modelli probabilistici delle contingenze
power/ICT (C)
Risposta post-guasto
Incertezze e probabilità (R) Modelli delle azioni
delle iniezioni automatiche/manuali
Altri fattori (SPS, Operator…)
infl uenti Indici di impatto (I) eventualmente affetti
da gusti ICT
Indici di rischio (RI)
plementa modelli che rappresentano un buon trade-off tra accuratezza e
complessità, richiedendo per lo più dati disponibili da sistemi previsiona-
li, di monitoraggio o basati sull’esperienza di esercizio del gestore.
Nello strumento, i modelli delle minacce possono essere tarati a par-
tire dalle previsioni delle grandezze influenti (modelli meteorologici) o
dai sistemi di monitoraggio in linea a disposizione dei gestori di rete. A
causa della loro frequenza molto bassa, le minacce di natura antropica
possono essere caratterizzate solo tramite informazioni qualitative da
parte di esperti. Analogamente, i modelli di vulnerabilità possono esse-
re calibrati sulla base di prove di laboratorio e dati storici.
Nella definizione di modelli e parametri sono stati esaminati an-
nuari statistici [94], dati di letteratura [95] e rapporti di blackout, con lo
scopo di individuare le principali cause di interruzione del servizio e
le infrastrutture da modellizzare. I risultati dei modelli relativi alle ful-
minazioni, ai manicotti di ghiaccio e al vento salino si sono dimostrati
coerenti con dati reali di incidenti in presenza di minacce [51].
Prima di poter essere integrato nelle procedure di programmazione
dell’esercizio o nelle valutazioni quasi in linea di sicurezza, un approc-
cio come quello descritto deve essere lungamente e approfonditamente
sperimentato. Il criterio previsto attualmente nei codici di rete per ga-
rantire la sicurezza è infatti ancora quello deterministico N-1; tuttavia
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