Page 57 - Resilienza sistema elettrico
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Come valutare il rischio sismico della rete nazionale
FIGURA 3.13
Mappa sismica. La Carta di pericolosità sismica dell’Italia,
elaborata nel 2004 sulla base degli eventi riportati
nel Catalogo dei terremoti CPT104, mostra come
il rischio sismico interessi una grande estensione
del territorio nazionale e quindi, potenzialmente,
una larga porzione della rete elettrica nazionale.
La sismicità è particolarmente intensa lungo
la dorsale appenninica del Centro-Sud e nelle aree
pedemontane del Friuli, dove si sono storicamente
verificati i più recenti e intensi fenomeni tellurici.
La zonazione sismogenetica ZS9 elaborata
dall’INGV, fornisce i presupposti geo-strutturali
per la quantificazione, in termini probabilistici,
dell’intensità sismica in un determinato luogo,
informazione essenziale per lo studio della
vulnerabilità dei componenti elettrici (si veda
paragrafo 3.2.1).
delle protezioni dei trasformatori fino alla rottura dei colonnini isolanti
delle apparecchiature.
I rilievi effettuati immediatamente dopo le manifestazioni sismiche
di Friuli 1976, Irpinia 1980, Marche e Umbria 1998 e Basilicata 2000
hanno chiaramente mostrato come gli impianti AT e AAT abbiano su-
bito danni direttamente correlabili all’azione sismica, che hanno provo-
cato interruzioni del servizio. A questi danni si dovrebbero aggiungere
quelli, indiretti, generati da smottamenti innescati dal terremoto. Certa-
mente in questi casi l’intervento immediato delle squadre di manuten-
zione, come è avvenuto nel caso del terremoto di fine 2016 in Abruzzo,
può ridurre alcuni degli effetti più dannosi dei sismi.
Il danno diretto del terremoto è rappresentato dalla perdita dei com-
ponenti di rete; il danno indiretto riguarda l’interruzione del servizio, che
si verifica per l’impatto sulla rete dei guasti dovuti all’evento sismico.
Per prevenire i danni al sistema elettrico causati da eventi sismi-
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