Page 85 - Resilienza sistema elettrico
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                              Fase di ripristino
                                 Anche il ripristino è difficile da modellizzare e simulare ex-ante.
                              Per quantificare i tempi di ripristino del servizio sono disponibili
                              alcuni modelli molto semplificati, spesso derivati da correlazioni sta-
                              tistiche e quindi a valenza del tutto orientativa.
                                 In varie iniziative internazionali sono stati sviluppati strumenti
                              molto sofisticati di supporto alla gestione del ripristino del sistema
                              elettrico. Utilizzando questi strumenti si potrebbero ricavare stime
                              più accurate, relative agli scenari di disservizio considerati. Questi
                              strumenti, tuttavia, sono assai poco diffusi e spesso sono disponibi-
                              li solo a livello prototipale. L’EPRI (Electric Power Research Institute)
                              ha sviluppato uno strumento a supporto del ripristino [45][46], i cui
                              concetti fondamentali sono stati ulteriormente estesi nel progetto
                              AFTER [12][47].
                                 Per quanto riguarda il ripristino dell’infrastruttura, sono disponi-
                              bili modelli concettuali qualitativi che comunque possono dare qual-
                              che indicazione utile.



         4.4                  DALLA SICUREZZA AL RISCHIO

                                 Il criterio di sicurezza N-1, essendo deterministico, è semplice da
                              esprimere e relativamente facile da valutare, ma presenta dei limiti:
                              rispettare il criterio N-1 può richiedere azioni di controllo non indi-
                              spensabili, quando i rischi di disalimentazione sono bassi; mentre
                              possono presentarsi situazioni con rischio non trascurabile, associate
                              a contingenze N-k non considerate dal precedente criterio.
                                 Invece i metodi probabilistici possono tenere conto di varie incer-
                              tezze dovute alle contingenze, alle previsioni dello stato operativo,
                              a comportamenti imprevisti e malfunzionamenti nella risposta del
                              sistema. Tramite il concetto di rischio si pesa la probabilità di acca-
                              dimento e la severità delle contingenze. Gli approcci basati sul con-
                              cetto di rischio sono sicuramente i più adeguati per trattare eventi
                              rari ad alto impatto (High Impact Low Probability Events–HILP). La
                              severità può essere espressa in funzione degli indici di sicurezza so-
                              pra elencati, calcolati negli istanti di risposta iniziale alla contingen-
                              za; oppure in termini di grandezze che quantificano il disservizio al
                              termine del processo di degrado innescato dalla contingenza (come
                              il carico perso). Diversi metodi probabilistici sono stati proposti negli
                              ultimi anni nel contesto della pianificazione e dell’esercizio dei siste-
                              mi elettrici [44][48][49][50][51][52].

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