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2 Fare o non fare
efficienza energetica:
c'è differenza per le imprese?
La realizzazione di un intervento di efficienza energetica nell’am-
bito dell’attività industriale di una generica impresa manifatturiera
produce, in generale, un impatto sulla struttura dei costi/investi-
menti necessari e di conseguenza sull’assetto reddituale, patrimo-
niale e finanziario. Questo in virtù del fatto che il fabbisogno
energetico e i costi di approvvigionamento che ne derivano, rappre-
sentano fattori di grande rilevanza nella gestione caratteristica del-
l’impresa stessa. Inoltre, le imprese non sono sistemi isolati, bensì
la loro attività si svolge all’interno di un sistema competitivo, che
rappresenta una parte fondamentale dell’ambiente economico in
cui le imprese si trovano a operare. Si tratta dello spazio economico
popolato da clienti, fornitori e concorrenti nel quale la generica im-
presa è inevitabilmente chiamata a confrontarsi sulla base dei ri-
sultati ottenuti nell’ambito della sua attività caratteristica.
In questo contesto un intervento di efficienza energetica può im-
plicare anche una modifica delle potenzialità di competitività, ex-
ante ed ex-post intervento, che caratterizzano l’impresa sul mercato
o, in ultima analisi, una modifica del valore effettivo che può essere
assegnato all’impresa, sulla base delle nuove prospettive di reddi-
tività che l’azienda si assicura dopo l’adozione del progetto stesso.
La valutazione dell’efficacia, in termini di incremento di competiti-
vità per l’impresa, di un intervento di efficienza energetica richiede
in primo luogo di affrontare due questioni principali: l’identifica-
zione delle imprese efficienti dal punto di vista energetico e la de-
finizione di un indicatore o un set di indicatori per valutarne la
competitività.
In primo luogo, misurare il grado di efficienza energetica delle im-
prese non è un compito semplice. Richiede una lunga e complessa
fase di rilevazione delle informazioni di interesse (struttura ener-
getica, interventi realizzati, eccetera) che, il più delle volte, non sono
disponibili in database ad accesso libero, ma reperibili unicamente
mediante appropriati questionari da sottoporre a un campione di
imprese. Questa modalità ottiene un tasso limitato di risposta poi-
ché gran parte delle imprese non raccoglie in modo sistematico i
dati relativi al proprio consumo di energia e/o li considera informa-
zioni sensibili ed è, in generale, restia a condividerli all’esterno.
Pertanto, si è scelto un differente approccio che si avvale dell’espe-
rienza acquisita nell’ambito del principale sistema di supporto al-
l’efficienza energetica implementato in Italia, ovvero il meccanismo
dei Certificati Bianchi (CB). Ai fini del nostro lavoro, si assume che
Industria: meno consumo di energia più competitività? | 33

