Page 143 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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Il livello di dettaglio con cui le nazioni europee hanno riferito alla
Commissione Europea i loro prezzi dell’energia varia in modo signi-
ficativo e sono presenti numerose disomogeneità. I costi dei servizi
di rete e gli oneri di sistema, per esempio, sono stati presentati in
-
alcuni casi sotto un’unica voce, mentre in altri casi sono stati sud
divisi in varie componenti separate. L’esempio più saliente è quello
della parte di bolletta elettrica relativa al sostegno per la produzione
di energia rinnovabile. Questo viene conteggiato nei modi più vari:
come costi di approvvigionamento (Belgio, Regno Unito, Spagna),
come una parte degli oneri di rete (Repubblica Ceca, Slovacchia, Da -
nimarca) o più comunemente come un prelievo (Austria, Germania
e vari altri Stati membri).
Per l’UE nel suo complesso, tra il 2008 e il 2012 i prezzi al detta -
glio sono aumentati sia per ciò che riguarda le utenze industriali sia
per quelle domestiche, rispettivamente del 17,28% e del 12,87%. Per
i consumatori domestici, questo equivale ad un aumento di 29,8 euro
per MWh, di cui 17,6 sono attribuibili alle imposte (IVA inclusa).
Nel caso del Regno Unito, per esempio, l’aumento dei prezzi del
11,4% per gli utenti elettrici domestici, causato dai costi crescenti di
approvvigionamento, è stato compensato da una diminuzione dei co -
sti di rete. I progetti per finanziare l’efficienza energetica hanno agito
come fattore di incremento dei costi, nonostante i prezzi all’ingrosso
siano di fatto diminuiti. Per gli utenti industriali, l’attribuzione di
-
una crescita dei costi di rete del 24,5% è stato il fattore più signifi
cativo in un aumento del prezzo dell’energia elettrica del 12,8%. La
componente più massiccia dei costi inglesi resta comunque il prezzo
dell’energia all’ingrosso, mentre gli incrementi in bolletta sono stati
guidati dalle tasse e dai costi di rete.
In Spagna i prezzi dell’energia elettrica sul mercato interno sono
aumentati vertiginosamente: da un livello leggermente al di sotto
della media UE nel 2008 ad un livello decisamente più elevato nel
2012. L’incremento, che è stato del 46,1%, è riconducibile in partico-
lare alla crescita dei costi di distribuzione (che includono, tra gli altri
oneri, le fonti energetiche rinnovabili e un finanziamento del disa -
vanzo), un incremento dell’IVA e l’aumento del contributo speciale
per le fonti rinnovabili e la cogenerazione.
La Francia, pur rimanendo una della nazioni occidentali con i
prezzi dell’energia elettrica tra i più bassi, ha registrato aumenti tra
il 2008 e il 2012 che si aggirano attorno al 27%, imputabili a tutte le
singole componenti, in particolare quelle relative al trasporto e alla
distribuzione.
La Germania, dal canto suo, ha registrato incrementi superiori al
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Il livello di dettaglio con cui le nazioni europee hanno riferito alla
Commissione Europea i loro prezzi dell’energia varia in modo signi-
ficativo e sono presenti numerose disomogeneità. I costi dei servizi
di rete e gli oneri di sistema, per esempio, sono stati presentati in
-
alcuni casi sotto un’unica voce, mentre in altri casi sono stati sud
divisi in varie componenti separate. L’esempio più saliente è quello
della parte di bolletta elettrica relativa al sostegno per la produzione
di energia rinnovabile. Questo viene conteggiato nei modi più vari:
come costi di approvvigionamento (Belgio, Regno Unito, Spagna),
come una parte degli oneri di rete (Repubblica Ceca, Slovacchia, Da -
nimarca) o più comunemente come un prelievo (Austria, Germania
e vari altri Stati membri).
Per l’UE nel suo complesso, tra il 2008 e il 2012 i prezzi al detta -
glio sono aumentati sia per ciò che riguarda le utenze industriali sia
per quelle domestiche, rispettivamente del 17,28% e del 12,87%. Per
i consumatori domestici, questo equivale ad un aumento di 29,8 euro
per MWh, di cui 17,6 sono attribuibili alle imposte (IVA inclusa).
Nel caso del Regno Unito, per esempio, l’aumento dei prezzi del
11,4% per gli utenti elettrici domestici, causato dai costi crescenti di
approvvigionamento, è stato compensato da una diminuzione dei co -
sti di rete. I progetti per finanziare l’efficienza energetica hanno agito
come fattore di incremento dei costi, nonostante i prezzi all’ingrosso
siano di fatto diminuiti. Per gli utenti industriali, l’attribuzione di
-
una crescita dei costi di rete del 24,5% è stato il fattore più signifi
cativo in un aumento del prezzo dell’energia elettrica del 12,8%. La
componente più massiccia dei costi inglesi resta comunque il prezzo
dell’energia all’ingrosso, mentre gli incrementi in bolletta sono stati
guidati dalle tasse e dai costi di rete.
In Spagna i prezzi dell’energia elettrica sul mercato interno sono
aumentati vertiginosamente: da un livello leggermente al di sotto
della media UE nel 2008 ad un livello decisamente più elevato nel
2012. L’incremento, che è stato del 46,1%, è riconducibile in partico-
lare alla crescita dei costi di distribuzione (che includono, tra gli altri
oneri, le fonti energetiche rinnovabili e un finanziamento del disa -
vanzo), un incremento dell’IVA e l’aumento del contributo speciale
per le fonti rinnovabili e la cogenerazione.
La Francia, pur rimanendo una della nazioni occidentali con i
prezzi dell’energia elettrica tra i più bassi, ha registrato aumenti tra
il 2008 e il 2012 che si aggirano attorno al 27%, imputabili a tutte le
singole componenti, in particolare quelle relative al trasporto e alla
distribuzione.
La Germania, dal canto suo, ha registrato incrementi superiori al
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