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la Russia, l’Indonesia, gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e gli Emirati
Arabi Uniti, hanno pagato prezzi inferiori, in alcuni casi ben al di
sotto dei prezzi più bassi riscontrati tra i membri della UE.
In media, nel 2012, in tutta l’Unione Europea gli utenti industriali
di medie dimensioni hanno pagato, tasse escluse, circa il 20% in più
rispetto alle società con sede in Cina, circa il 65% in più rispetto alle
imprese in India e più del doppio del prezzo per l’energia elettrica
praticato agli utenti con sede negli Stati Uniti e in Russia.
I prezzi dell’elettricità agli industriali in Giappone sono stati in -
vece superiori del 20% a quelli mediamente affrontati dalle indu-
strie europee. I Paesi del Medio Oriente, come l’Arabia Saudita e gli
Emirati Arabi Uniti hanno di gran lunga i prezzi più bassi: circa 1/3
di quelli europei. La Figura 5.5 mette infine a confronto i prezzi mas -
simi e minimi europei per gli utenti industriali con quelli riscontrati
nel 2012 in altre nazioni del mondo.




5.2 sCenaRio elettRiCo al 2030


Nella definizione di uno scenario energetico a medio-lungo ter-
mine entrano in gioco più obiettivi che guidano le scelte sulle fonti
energetiche e le tecnologie di produzione. Negli ultimi 15 anni, le
priorità e gli obiettivi in campo energetico e ambientale fissati a li -
vello di Unione Europea hanno fortemente condizionato le politiche
e le scelte dei singoli Stati Membri, chiamati a rispettare gli obiettivi
comunitari.
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Nel 2009, con il Pacchetto clima energia, l’Unione Europea deci
se di darsi obiettivi autonomi per il 2020 funzionali a continuare la
lotta ai cambiamenti climatici, a rafforzare la sicurezza energetica,
a stimolare la competitività dei mercati dell’energia; vale a dire le
tre priorità strategiche della politica energetico-ambientale europea.
Furono pertanto stabiliti tre obiettivi da conseguire nel periodo
2010-2020: ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990
(vincolante); aumentare al 20% la quota dei consumi totali di ener -
gia coperta da fonti energetiche rinnovabili (vincolante); ridurre del
20% i consumi totali di energia rispetto al fabbisogno tendenziale. Le
scelte di politica energetica attuate dall’Italia negli ultimi anni sono
state quindi indirizzate al conseguimento dei suddetti obiettivi.
La Direttiva 2009/28/CE, focalizzata sulla promozione e svilup -
po delle energie rinnovabili in Europa, stabilisce per l’Italia, entro il
2020, l’obbligo di assicurare un contributo di tali fonti pari al 17% ri-

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