Page 28 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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I costi di generazione
delle fonti e delle tecnologie
Figura 2.1 ultra-supercritici (USC), dove l’innalzamento della temperatura del
Vista della centrale vapore generato nella caldaia fino a oltre 600 °C e della pressione
a polverino fino a 30÷32 MPa (300÷320 bar) consente di arrivare a valori di
di carbone di rendimento nominale dell’ordine del 42÷46%, in funzione anche
torrevaldaliga delle condizioni ambientali esterne. Impianti di questo tipo sono già
nord e gruppo in esercizio commerciale da qualche anno e la loro tecnologia si può
turbogeneratore in considerare lo stato dell’arte. L’unico esempio in Italia è costituito
una sala macchine dalla centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, dove sono in esercizio
di una centrale tre unità USC da 660 MW. Ulteriori azioni di ricerca su questo fronte
termoelettrica. sono soprattutto rivolte allo sviluppo e alla prova di nuovi materiali.
(Fonte: www.enel.com) Un tipico impianto di generazione termoelettrico a carbone è ba-
sato sul ciclo Rankine. I principali componenti di una centrale a pol -
verino di carbone, di tipo tradizionale o USC, sono essenzialmente
costituiti dal macchinario principale (caldaia, turbina e generatore
elettrico) e dal macchinario ausiliario, tra cui il nastro di trasporto
del carbone in pezzi dal deposito ai silos in prossimità della caldaia,
i mulini per la polverizzazione del carbone, le pompe di acqua ali -
mento del ciclo termodinamico, le pompe di circolazione dell’acqua
di raffreddamento, i ventilatori dell’aria comburente e di estrazione
fumi, il Ljungstroem di preriscaldo dell’aria comburente e i motori
diesel di emergenza.
Sul percorso dei gas di scarico al camino si individuano poi i si -
stemi di ambientalizzazione costituiti dal denitrificatore (impianto
DeNOx), dai filtri di cattura delle polveri (filtri elettrostatici e/o a
manica) e dal desolforatore (impianto DeSOx). Vi sono poi i trasfor -
matori elettrici e la sottostazione elettrica per la connessione in rete.
Si osserva che la potenza assorbita dagli ausiliari d’impianto è
dell’ordine di un 5÷7% della potenza lorda prodotta dall’impianto.
energia elettrica, anatomia dei costi 27
delle fonti e delle tecnologie
Figura 2.1 ultra-supercritici (USC), dove l’innalzamento della temperatura del
Vista della centrale vapore generato nella caldaia fino a oltre 600 °C e della pressione
a polverino fino a 30÷32 MPa (300÷320 bar) consente di arrivare a valori di
di carbone di rendimento nominale dell’ordine del 42÷46%, in funzione anche
torrevaldaliga delle condizioni ambientali esterne. Impianti di questo tipo sono già
nord e gruppo in esercizio commerciale da qualche anno e la loro tecnologia si può
turbogeneratore in considerare lo stato dell’arte. L’unico esempio in Italia è costituito
una sala macchine dalla centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, dove sono in esercizio
di una centrale tre unità USC da 660 MW. Ulteriori azioni di ricerca su questo fronte
termoelettrica. sono soprattutto rivolte allo sviluppo e alla prova di nuovi materiali.
(Fonte: www.enel.com) Un tipico impianto di generazione termoelettrico a carbone è ba-
sato sul ciclo Rankine. I principali componenti di una centrale a pol -
verino di carbone, di tipo tradizionale o USC, sono essenzialmente
costituiti dal macchinario principale (caldaia, turbina e generatore
elettrico) e dal macchinario ausiliario, tra cui il nastro di trasporto
del carbone in pezzi dal deposito ai silos in prossimità della caldaia,
i mulini per la polverizzazione del carbone, le pompe di acqua ali -
mento del ciclo termodinamico, le pompe di circolazione dell’acqua
di raffreddamento, i ventilatori dell’aria comburente e di estrazione
fumi, il Ljungstroem di preriscaldo dell’aria comburente e i motori
diesel di emergenza.
Sul percorso dei gas di scarico al camino si individuano poi i si -
stemi di ambientalizzazione costituiti dal denitrificatore (impianto
DeNOx), dai filtri di cattura delle polveri (filtri elettrostatici e/o a
manica) e dal desolforatore (impianto DeSOx). Vi sono poi i trasfor -
matori elettrici e la sottostazione elettrica per la connessione in rete.
Si osserva che la potenza assorbita dagli ausiliari d’impianto è
dell’ordine di un 5÷7% della potenza lorda prodotta dall’impianto.
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