Page 30 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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I costi di generazione
delle fonti e delle tecnologie
vapore e dei corpi di turbina determinano una limitata flessibilità di
questi impianti.
In ambito nazionale, gli impianti recentemente realizzati (Torre-
valdaliga Nord) o quelli progettati, come la centrale di Porto Tolle, so -
no ottenuti mediante il rifacimento di impianti esistenti a olio com-
bustibile. Per la stima del costo dell’energia prodotta da un impianto
a polverino di carbone, con i criteri già discussi all’inizio del capitolo,
si fa tuttavia riferimento ad una centrale di nuova installazione (gre-
enfield) costituita da 2 o 3 unità da 660 MW di potenza netta ciascuna,
per la quale si assumono le ipotesi illustrate qui di seguito.
Il macchinario principale può essere di tipo tradizionale o USC,
ma l’impianto è in ogni caso equipaggiato con sistemi di ambienta -
lizzazione allo stato dell’arte. I costi di investimento dei due impianti
al netto degli oneri finanziari (overnight costs) si differenziano soprat -
tutto per la qualità dei materiali, per cui si valuta un differenziale di
costo nell’ordine del 10%.
Il tempo di costruzione è stimabile in 4÷5 anni, a prescindere da
complicazioni nella fase autorizzativa. Si assume cautelativamente
un dato di 5 anni.
Il combustibile utilizzato è costituito da carboni bituminosi con po -
tere calorifico inferiore (PCI) tipicamente prossimo a 6.000 kcal/kg e
comunque compreso in un intervallo da 5.000 a 7.000 kcal/kg. In ogni
caso, si consideri che il combustibile viene pagato sulla base del suo
contenuto energetico, e il costo è pertanto espresso in €/Gcal.
I costi annui di esercizio e manutenzione (costi O&M, Operation and
Maintenance) sono complessivamente stimati come percentuale dei costi
di investimento. Il valore annuo risultante è stato poi scomposto nelle
voci dei costi fissi e variabili, in rapporto di 2/1 come da dati medi EPRI e
DOE, sulla base della potenza e dell’energia netta prodotta dall’impianto.
Il dato di rendimento è espresso con riferimento al PCI del com-
bustibile. Per i tradizionali impianti sub-critici si assume un valore del
38%, che trova ampio riscontro in letteratura e nell’esperienza maturata
su unità relativamente recenti in esercizio corrente e in buono stato di
manutenzione. Il valore di rendimento del 43% assunto per gli impianti
USC è in realtà inferiore a quello tipicamente dichiarato dai costruttori;
si ritiene che la scelta fatta corrisponda meglio alle reali condizioni di
esercizio sperimentate dall’impianto. Bisogna anche considerare che il
rendimento reale di qualsiasi impianto degrada nel tempo e può essere
solo in parte recuperato in occasione delle manutenzioni.
Si considera poi una vita utile di 35 anni, indipendentemente
dalla tecnologia impiegata. In realtà spesso si prevede un esercizio a
carichi ridotti nella seconda metà della vita utile.
energia elettrica, anatomia dei costi 29
delle fonti e delle tecnologie
vapore e dei corpi di turbina determinano una limitata flessibilità di
questi impianti.
In ambito nazionale, gli impianti recentemente realizzati (Torre-
valdaliga Nord) o quelli progettati, come la centrale di Porto Tolle, so -
no ottenuti mediante il rifacimento di impianti esistenti a olio com-
bustibile. Per la stima del costo dell’energia prodotta da un impianto
a polverino di carbone, con i criteri già discussi all’inizio del capitolo,
si fa tuttavia riferimento ad una centrale di nuova installazione (gre-
enfield) costituita da 2 o 3 unità da 660 MW di potenza netta ciascuna,
per la quale si assumono le ipotesi illustrate qui di seguito.
Il macchinario principale può essere di tipo tradizionale o USC,
ma l’impianto è in ogni caso equipaggiato con sistemi di ambienta -
lizzazione allo stato dell’arte. I costi di investimento dei due impianti
al netto degli oneri finanziari (overnight costs) si differenziano soprat -
tutto per la qualità dei materiali, per cui si valuta un differenziale di
costo nell’ordine del 10%.
Il tempo di costruzione è stimabile in 4÷5 anni, a prescindere da
complicazioni nella fase autorizzativa. Si assume cautelativamente
un dato di 5 anni.
Il combustibile utilizzato è costituito da carboni bituminosi con po -
tere calorifico inferiore (PCI) tipicamente prossimo a 6.000 kcal/kg e
comunque compreso in un intervallo da 5.000 a 7.000 kcal/kg. In ogni
caso, si consideri che il combustibile viene pagato sulla base del suo
contenuto energetico, e il costo è pertanto espresso in €/Gcal.
I costi annui di esercizio e manutenzione (costi O&M, Operation and
Maintenance) sono complessivamente stimati come percentuale dei costi
di investimento. Il valore annuo risultante è stato poi scomposto nelle
voci dei costi fissi e variabili, in rapporto di 2/1 come da dati medi EPRI e
DOE, sulla base della potenza e dell’energia netta prodotta dall’impianto.
Il dato di rendimento è espresso con riferimento al PCI del com-
bustibile. Per i tradizionali impianti sub-critici si assume un valore del
38%, che trova ampio riscontro in letteratura e nell’esperienza maturata
su unità relativamente recenti in esercizio corrente e in buono stato di
manutenzione. Il valore di rendimento del 43% assunto per gli impianti
USC è in realtà inferiore a quello tipicamente dichiarato dai costruttori;
si ritiene che la scelta fatta corrisponda meglio alle reali condizioni di
esercizio sperimentate dall’impianto. Bisogna anche considerare che il
rendimento reale di qualsiasi impianto degrada nel tempo e può essere
solo in parte recuperato in occasione delle manutenzioni.
Si considera poi una vita utile di 35 anni, indipendentemente
dalla tecnologia impiegata. In realtà spesso si prevede un esercizio a
carichi ridotti nella seconda metà della vita utile.
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