Page 33 - RSE Energia elettrica anatomia costi
P. 33
2
una più facile accettazione da parte delle comunità locali, di solito senza
la necessità di installare sistemi di ambientalizzazione.
Un altro aspetto cui si presta sempre maggiore attenzione, stante
anche la situazione di mercato dell’energia elettrica, consiste nella
flessibilità di esercizio degli impianti a ciclo combinato, che possono
garantire la ripresa del massimo carico in tempi dell’ordine di tre ore
con avviamento da caldo; e in meno di 6 ore nel caso di avviamento
da freddo. In realtà gli impianti di più recente costruzione assicurano
tempi di avviamento nettamente più contenuti.
Altri aspetti vantaggiosi dei cicli combinati riguardano: l’assemblag -
gio della turbina a gas, che può essere realizzato presso il costruttore; la
superficie occupata dall’impianto piuttosto contenuta; i costi specifici di
investimento dell’ordine del 40÷50% di quelli di un impianto a carbo -
ne; il tempo di costruzione contenuto entro il 60% di quello di impianti
termoelettrici tradizionali. L’utilizzo di un combustibile più costoso del
carbone e con maggiore rischio geopolitico, nonché una più ridotta vita
utile dell’impianto rappresentano le principali limitazioni e comportano
costi di produzione dell’energia relativamente elevati.
Storicamente le turbine a gas hanno fatto la loro comparsa pionie -
ristica fin dai primi anni del 1900, in configurazioni peraltro molto dif -
ferenziate fra loro e molto dissimili da quelle attuali. Le prime turbine
a gas per uso aeronautico datano intorno ai primi Anni ‘40, mentre per
un significativo impiego in ambito industriale bisogna attendere fino
agli Anni ‘50 e ‘60. Dalla fine degli Anni ‘60 vengono proposti anche
i primi cicli combinati. Un deciso livello qualitativo è stato ottenuto
con l’introduzione di nuovi materiali metallici nelle palettature fisse e
mobili, di barriere termiche ceramiche e di tecniche di raffreddamento
delle palettature fisse e rotanti ad aria e più recentemente a vapore (a
Figura 2.4 Vista di moderni impianti di generazione a ciclo combinato
con uno (Fonte: Edison) o due gruppi turbogas (Fonte: E.ON).
32
una più facile accettazione da parte delle comunità locali, di solito senza
la necessità di installare sistemi di ambientalizzazione.
Un altro aspetto cui si presta sempre maggiore attenzione, stante
anche la situazione di mercato dell’energia elettrica, consiste nella
flessibilità di esercizio degli impianti a ciclo combinato, che possono
garantire la ripresa del massimo carico in tempi dell’ordine di tre ore
con avviamento da caldo; e in meno di 6 ore nel caso di avviamento
da freddo. In realtà gli impianti di più recente costruzione assicurano
tempi di avviamento nettamente più contenuti.
Altri aspetti vantaggiosi dei cicli combinati riguardano: l’assemblag -
gio della turbina a gas, che può essere realizzato presso il costruttore; la
superficie occupata dall’impianto piuttosto contenuta; i costi specifici di
investimento dell’ordine del 40÷50% di quelli di un impianto a carbo -
ne; il tempo di costruzione contenuto entro il 60% di quello di impianti
termoelettrici tradizionali. L’utilizzo di un combustibile più costoso del
carbone e con maggiore rischio geopolitico, nonché una più ridotta vita
utile dell’impianto rappresentano le principali limitazioni e comportano
costi di produzione dell’energia relativamente elevati.
Storicamente le turbine a gas hanno fatto la loro comparsa pionie -
ristica fin dai primi anni del 1900, in configurazioni peraltro molto dif -
ferenziate fra loro e molto dissimili da quelle attuali. Le prime turbine
a gas per uso aeronautico datano intorno ai primi Anni ‘40, mentre per
un significativo impiego in ambito industriale bisogna attendere fino
agli Anni ‘50 e ‘60. Dalla fine degli Anni ‘60 vengono proposti anche
i primi cicli combinati. Un deciso livello qualitativo è stato ottenuto
con l’introduzione di nuovi materiali metallici nelle palettature fisse e
mobili, di barriere termiche ceramiche e di tecniche di raffreddamento
delle palettature fisse e rotanti ad aria e più recentemente a vapore (a
Figura 2.4 Vista di moderni impianti di generazione a ciclo combinato
con uno (Fonte: Edison) o due gruppi turbogas (Fonte: E.ON).
32

