Page 32 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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I costi di generazione
delle fonti e delle tecnologie
Gli impianti a polverino di carbone sono deputati a soddisfare il
carico di base richiesto dalla rete, con valori di ore/anno equivalenti
alla massima potenza di 7.000÷7.500 ore, frutto anche di una dispo-
nibilità attestata statisticamente su livelli del 90% (dato ricavato dai
database di Eurelectric, VGB e NERC). Il dato di ore equivalenti al
massimo carico influisce considerevolmente sul costo dell’energia
prodotta, determinando il diverso contributo delle diverse voci di co -
sto, come illustrato qualitativamente nel grafico di Figura 2.3. Il dato
assunto di 7.000 ore/anno equivalenti è derivato commisurando le
informazioni di cui sopra con dati di esercizio del 2012 pubblicati sul
sito Enel per la centrale di Torrevaldaliga Nord.
Nella Tabella 2.2 sono raccolti i valori dei parametri utilizzati per il
calcolo e i valori risultanti del LCOE per le due tipologie di impianto a pol -
verino di carbone sopra descritte. Le indeterminatezze nella definizione
dei singoli fattori e le possibili differenti scelte nei criteri di stima genera -
no un’incertezza sui valori calcolati di LCOE valutabile attorno a ±10%.
Con i criteri utilizzati, il costo dell’energia delle due tipologie di im -
pianto è del tutto confrontabile. Tuttavia, gli impianti supercritici si fan -
no comunque preferire per il minore impatto ambientale, soprattutto
in termini di emissioni di CO 2 , che a sua volta implica un vantaggio
economico in termini di minor costo per permessi di emissione di CO 2 .
Infatti, un incremento di 10 €/t del prezzo dei permessi di emissione di
CO 2 comporta un aggravio dei costi di produzione di 8,9 €/MWh per un
impianto sub-critico con un rendimento del 38% e un aggravio di 7,9 €/
MWh per un impianto supercritico con un rendimento del 43%.
2.3 gli imPianti a CiClo Combinato
Il gas naturale è utilizzato come combustibile per la generazione
di energia elettrica essenzialmente nelle turbine a gas, attualmente
operanti quasi sempre in ciclo combinato. Si tratta di impianti che
sfruttano il calore residuo dei gas di scarico della turbina a gas me -
diante un generatore di vapore a recupero (GVR), per produrre il
vapore necessario a muovere una turbina a vapore.
I vantaggi di un impianto a ciclo combinato a gas naturale, rispetto
ad una centrale termoelettrica tradizionale, sono individuabili anzitutto
in un ridotto impatto ambientale, sia per il maggior rendimento che
comporta minori emissioni di CO 2 , sia per il combustibile impiegato per
cui le uniche emissioni nocive sono quelle degli ossidi di azoto, peraltro
ridotte con l’introduzione dei bruciatori cosiddetti low NO x . Ne consegue
energia elettrica, anatomia dei costi 31
delle fonti e delle tecnologie
Gli impianti a polverino di carbone sono deputati a soddisfare il
carico di base richiesto dalla rete, con valori di ore/anno equivalenti
alla massima potenza di 7.000÷7.500 ore, frutto anche di una dispo-
nibilità attestata statisticamente su livelli del 90% (dato ricavato dai
database di Eurelectric, VGB e NERC). Il dato di ore equivalenti al
massimo carico influisce considerevolmente sul costo dell’energia
prodotta, determinando il diverso contributo delle diverse voci di co -
sto, come illustrato qualitativamente nel grafico di Figura 2.3. Il dato
assunto di 7.000 ore/anno equivalenti è derivato commisurando le
informazioni di cui sopra con dati di esercizio del 2012 pubblicati sul
sito Enel per la centrale di Torrevaldaliga Nord.
Nella Tabella 2.2 sono raccolti i valori dei parametri utilizzati per il
calcolo e i valori risultanti del LCOE per le due tipologie di impianto a pol -
verino di carbone sopra descritte. Le indeterminatezze nella definizione
dei singoli fattori e le possibili differenti scelte nei criteri di stima genera -
no un’incertezza sui valori calcolati di LCOE valutabile attorno a ±10%.
Con i criteri utilizzati, il costo dell’energia delle due tipologie di im -
pianto è del tutto confrontabile. Tuttavia, gli impianti supercritici si fan -
no comunque preferire per il minore impatto ambientale, soprattutto
in termini di emissioni di CO 2 , che a sua volta implica un vantaggio
economico in termini di minor costo per permessi di emissione di CO 2 .
Infatti, un incremento di 10 €/t del prezzo dei permessi di emissione di
CO 2 comporta un aggravio dei costi di produzione di 8,9 €/MWh per un
impianto sub-critico con un rendimento del 38% e un aggravio di 7,9 €/
MWh per un impianto supercritico con un rendimento del 43%.
2.3 gli imPianti a CiClo Combinato
Il gas naturale è utilizzato come combustibile per la generazione
di energia elettrica essenzialmente nelle turbine a gas, attualmente
operanti quasi sempre in ciclo combinato. Si tratta di impianti che
sfruttano il calore residuo dei gas di scarico della turbina a gas me -
diante un generatore di vapore a recupero (GVR), per produrre il
vapore necessario a muovere una turbina a vapore.
I vantaggi di un impianto a ciclo combinato a gas naturale, rispetto
ad una centrale termoelettrica tradizionale, sono individuabili anzitutto
in un ridotto impatto ambientale, sia per il maggior rendimento che
comporta minori emissioni di CO 2 , sia per il combustibile impiegato per
cui le uniche emissioni nocive sono quelle degli ossidi di azoto, peraltro
ridotte con l’introduzione dei bruciatori cosiddetti low NO x . Ne consegue
energia elettrica, anatomia dei costi 31

