Page 164 - RSE Energia elettrica anatomia costi
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Le azioni necessarie
per il prossimo ventennio
e il ruolo della ricerca






Le attività di ricerca e sviluppo in questo ambito si dovranno
concentrare proprio su questo aspetto, al fine di superare le attuali
limitazioni e di ottenere più spiccate prestazioni dinamiche: ridotto
minimo tecnico, tempi di avviamento molto più brevi, rampe di varia -
zioni di carico più elevate, sempre garantendo bassissime emissioni in
atmosfera, elevata affidabilità e disponibilità, costi di manutenzione
contenuti. Tali obiettivi richiedono un approccio multidisciplinare, in
grado di affrontare diversi aspetti come il comportamento dei mate -
riali sottoposti a più elevati stress termici e meccanici, la rivisitazione
delle soluzioni impiantistiche e delle procedure operative, l’adozione
di nuove e più sofisticate funzioni di controllo. Va sottolineato che
queste azioni vanno prevalentemente indirizzate verso la revisione,
più o meno invasiva, degli impianti esistenti, non essendo prevedibile
l’installazione di nuovi cicli combinati in quantità rilevante.
Tali azioni, evidentemente utili e necessarie sul piano tecnico,
si tradurranno anche in benefici economici per l’intero sistema e di
conseguenza per gli utenti, attraverso una sensibile riduzione del
cosiddetto uplift, cioè dell’incidenza dei costi del dispacciamento.
Infatti la disponibilità di un alto numero di impianti ad elevate pre -
stazioni dinamiche renderà meno costoso l’approvvigionamento dei
servizi di regolazione di frequenza e di riserva pronta e di sostituzio-
ne. Impianti con minimo tecnico molto basso e/o con brevi tempi
di avviamento possono costituire una riserva di rapido intervento
senza necessità di sprecare combustibile stazionando a lungo a ca -
rico ridotto.
L’effetto sarà quello di contrastare la tendenza all’aumento dell’uplift,
che deriverà dalla crescita delle rinnovabili aleatorie. Si assume un obiet -
tivo di riduzione del 25% dell’uplift stimato nello scenario al 2030, corri -
spondente ad un risparmio di circa 0,6 miliardi di euro/anno.
La disponibilità di un’adeguata quantità di impianti pienamente
programmabili e di elevata flessibilità dovrebbe essere favorita da
un mercato della capacità che tenga conto delle caratteristiche dina-
miche della potenza da remunerare. La spesa per l’attuale capacity
market, stimata in circa 1,4 miliardi al 2030, è destinata a remunerare
il mantenimento in servizio di un adeguato numero di impianti ter -
moelettrici, a fronte di un progressivo calo del relativo fattore di uti-
lizzo. Ciò risponde alla preoccupazione di garantire nel medio-lungo
termine l’adeguatezza del sistema, al fine di assicurare una sufficien -
te potenza atta a garantire la copertura del carico in ogni situazione
e area del Paese.
Oltre all’adeguatezza occorre però garantire anche la sicurezza
del sistema elettrico, disponendo impianti che rispondano pronta -

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