Page 123 - Resilienza sistema elettrico
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FIGURA 5.9 Vista di dispositivi per la frantumanzione di manicotti di ghiaccio (a)
e per la generazione di onde d’urto rispettivamente con cariche
esplosive (b) e con sistemi pneumatici (c).
a b c
con materiali ghiacciofobici, come peraltro anche auspicato dai ge-
stori di rete.
Metodi meccanici. I metodi meccanici si basano su due possibili
strategie: la prima consiste nel rompere meccanicamente il sovracca-
rico di ghiaccio determinando la successiva caduta del materiale cri-
stallizzato (Figura 5.9a); la seconda nel liberare energia di onde d’urto
(colpo di frusta, Figura 5.9b) o vibrazioni provocate sul conduttore (Fi-
gura 5.9c), rompendo così la formazione di ghiaccio. Uno dei vantaggi
principali dei metodi meccanici è la loro relativa facilità di applicazio-
ne rispetto ai metodi termici, ma richiedono apparati pre-installati sui
conduttori oppure interventi con la linea fuori servizio.
5.2.3 Proteggere i componenti dai guasti
Salvaguardare l’infrastruttura
Come noto, i sistemi di protezione dei componenti sono progettati
per salvaguardarne l’integrità anche a costo della sicurezza di sistema,
cosa che può portare alla propagazione di disturbi (scatti in cascata di
componenti, con estensione dell’area colpita dalla perturbazione e della
gravità del disservizio).
Può capitare che guasti o difetti riguardino gli stessi sistemi di pro-
tezione e difesa del sistema elettrico: il mancato intervento di una pro-
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