Page 121 - Resilienza sistema elettrico
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                                 Interventi sulla configurazione di stazione (ad esempio, esercizio in
                              doppia sbarra o sbarra singola) possono rendere meno severe le contin-
                              genze per il sistema, in caso di guasto di qualche componente. Le stesse
                              logiche di richiusura delle protezioni sono finalizzate a limitare l’entità
                              (numero di componenti persi) e la durata della contingenza.
                                 I cambiamenti di assetto di stazione possono essere adottati in certi
                              casi anche come misure di controllo correttivo, per ridispacciare i flussi
                              di potenza sulla rete in modo da non avere violazioni delle grandezze
                              operative e ridurre la probabilità di effetti a cascata [68]. In tal modo si
                              controllano gli impatti delle contingenze (si veda il box “Controllo pre-
                              ventivo e correttivo degli impatti”).


                              Controllo delle minacce per proteggere i componenti:
                              anti-icing e de-icing
                                 Metodi termici. Il riscaldamento dei conduttori di linea per ef-
                              fetto Joule è uno dei possibili metodi per prevenire la formazione
                              di manicotti di neve e ghiaccio (anti-icing) o per permettere il loro
                              scioglimento ex-post (de-icing); tale metodo è riconosciuto come l’ap-
                              proccio più efficiente (ove si abbia flessibilità di dispacciamento).
                              L’impiego a scopo preventivo (ex-ante) di correnti di anti-icing, trami-
                              te opportuni controlli preventivi (cambi di assetto di rete o ridispac-
                              ciamento) o altri meccanismi (ad esempio, l’inserimento di carichi
                              ad hoc) è vantaggioso poiché viene utilizzato solo il 20-30 per cento
                              dell’energia richiesta rispetto ad interventi a posteriori (ex-post), detti
                              di de-icing, quando il manicotto è già formato.
                                 Per fare un esempio, nel caso di nevicata umida, per evitare la
                              formazione di manicotti su un conduttore da ø31,5 mm occorre ave-
                              re una dissipazione di circa 8-10 kW/km, che equivalgono ad una
                              corrente di circa 400 A; nel caso del de-icing, per lo scioglimento del
                              ghiaccio deve essere iniettata una corrente (circa 3 A/mm²) molto
                              maggiore di quella nominale della linea (circa 1-1.5 A/mm²).
                                 I metodi esposti danno origine a due strategie di impiego.
                                 La prima può essere utilizzata operativamente con lo scopo di far
                              circolare nei conduttori una corrente in grado di produrre un effetto
                              Joule sufficiente a mantenere la temperatura superficiale del con-
                              duttore attorno a 1-2 °C con qualsiasi flusso di nevicata, di velocità
                              del vento e di temperatura dell’aria. A questo scopo risultano molto
                              utili sistemi di previsione in grado di indicare queste correnti in fun-
                              zione della situazione meteorologica prevista nelle ore successive.
                              Gli operatori hanno in questo modo la possibilità di valutare il debito
                              energetico della linea per far fronte alla formazione dei manicotti e
                              di prendere delle decisioni preventive.

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