Page 125 - Resilienza sistema elettrico
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del sistema. I piani di difesa sono considerabili come livelli aggiuntivi di
protezione, progettati per attivare azioni di ultima istanza per stabilizzare
il sistema elettrico quando è imminente un disservizio generalizzato.
Nella definizione sopra si evidenzia che i piani di difesa non sono
espressamente progettati per far fronte a eventi di origine ambientale.
Tuttavia, eventi ambientali severi possono essere all’origine di blackout
significativi: una perturbazione spazialmente estesa può danneggiare
più linee di una sezione critica di rete, con rischio di scatto in cascata
della sezione e instabilità di sistema. I piani di difesa sono finalizzati a
gestire situazioni come questa, con visione di sistema. Sono pertanto
un elemento importante per migliorare la capacità di assorbimento dei
disturbi e migliorare la resilienza del sistema.
Per gestire in modo efficace le situazioni più critiche occorre intro-
durre piani di difesa sempre più intelligenti, che possano controllare la
risposta del sistema complessivo anche in caso di perturbazioni impre-
viste e tenendo conto della complessità del sistema elettrico.
Un piano di difesa può includere diversi sistemi basati su Schemi di
Protezione Speciale (SPS) in cui le azioni sono attivate su evento (per
esempio, l’apertura di un interruttore) o su fenomeno (una certa evo-
luzione di grandezze del sistema come il superamento di soglie di fre-
quenza, sfasamenti fra tensioni).
Requisiti per un piano di difesa integrato
per migliorare la resilienza
Migliorare la resilienza del sistema richiede di adottare un approccio
innovativo per la definizione di piani di difesa integrati del sistema elettri-
co, che cerchi di superare i limiti degli schemi attuali puntando sull’inte-
grazione di più tecniche di controllo (basate su evento e su fenomeno) e
di diversi sistemi di automazione (SCADA, WAMS, EMS, telecontrollo, …).
In molti casi l’obiettivo strategico degli attuali sistemi di difesa basati
su evento, e cioè il mantenimento della connessione della rete, non
sembra essere una soluzione valida soprattutto quando si verifica:
■ ■ il collasso di tensione in aree di rete fortemente deficitarie di
potenza;
■ ■ l’impossibilità di preservare le sezioni di transito in condizioni di
transiti troppo elevati (perdite di passo tra aree di rete, possibili
interventi non prevedibili di protezioni).
In questi casi è fondamentale effettuare una diagnosi che sia la più
accurata e la più rapida possibile del disturbo in fieri, così da prevede-
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