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Esame critico delle possibili strategie di penetrazione sostenibile delle rinnovabili in Italia

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Esame critico delle possibili strategie di penetrazione sostenibile delle rinnovabili in Italia

Recently updated on Aprile 7th, 2021 at 12:48 pm

Sempre più di sovente, sia i governi nazionali che le organizzazioni internazionali fanno menzione della necessità di promuovere in modo sollecito il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, per una serie di motivi ambientali, geopolitici, economici e sociali. Si possono individuare sei tipi fondamentali di fonti rinnovabili, in accordo con l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA): energia idraulica, energia geotermica, energia da biomasse, energia eolica, energia solare (conversione termica e fotovoltaica), energia del mare (correnti, maree, salti di temperatura). Pur non dimenticando il potenziale d’impiego di alcune fonti rinnovabili (biomasse, solare termico) nel campo dei trasporti e della produzione di calore, è da sottolineare che proprio il settore dell’elettricità è quello in cui le motivazioni sopra ricordate e, in generale, l’interesse per le fonti rinnovabili si fanno avvertire in maniera più accentuata. In molti Paesi, fra cui buona parte dei Paesi europei, il mercato elettrico sta subendo, come è noto, notevoli modifiche strutturali, che pongono alle rinnovabili nuove sfide. La liberalizzazione dei mercati tende infatti ad accrescere la competizione fra le fonti in base ai rispettivi prezzi di vendita dell’energia, con ovvia penalizzazione delle fonti rinnovabili che hanno ancora quasi tutte bisogno, chi più chi meno, di qualche aiuto per raggiungere la piena competitività. In ambito italiano, il Governo ha recentemente predisposto una bozza di Decreto legislativo per il recepimento della Direttiva Europea 2001/77/EC. In particolare questa bozza fissa per l’Italia, all’anno 2010, un obiettivo per le rinnovabili pari al 22,5% del consumo nazionale lordo di energia elettrica. Secondo le stime, questo obiettivo, che sarebbe raggiungibile anche con un parziale ricorso all’importazione di energia certificata da rinnovabili, comporterebbe l’immissione in rete di 75-76 TWh (miliardi di chilowattora) da rinnovabili all’anno 2010, contro i circa 50 TWh attuali. Malgrado l’atteggiamento favorevole di gran parte dell’opinione pubblica e il varo di significativi programmi d’incentivazione in molti Paesi, compresa l’Italia, l’effettiva penetrazione delle rinnovabili nei sistemi elettrici, e in genere nel mercato energetico internazionale, rimane per ora al di sotto della soglia che sarebbe desiderabile per il raggiungimento dei traguardi proposti. Anzi, il confronto di diversi studi sull’argomento suggerisce che, senza un insieme di azioni che favoriscano la transizione, dalla situazione attuale di un mercato delle rinnovabili sostenuto da misure politiche, a un mercato veramente indipendente trainato dalla domanda dei consumatori, il divario fra il tasso di penetrazione effettivo delle rinnovabili e il tasso di penetrazione desiderato rischia di rimanere cospicuo. Nel presente rapporto sono state riportate sinteticamente, a questo proposito, le valutazioni effettuate di recente nell’ambito del Progetto Europeo REMAC 2000 (Renewable Energy Market Acceleration 2000) finanziato in parte dalla Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea e dal Governo della Svizzera e coordinato dal CESI stesso. Sulla base dei risultati ottenuti nelle sue prime fasi, volte a valutare in dettaglio il possibile impatto che lo sviluppo delle tecnologie, il riassetto dell’industria elettrica e le recenti

evoluzioni delle politiche energetiche potrebbero avere sulla crescita futura del mercato delle rinnovabili, REMAC 2000 ha tentato di delineare una strategia comprendente una serie coordinata di azioni che, se intraprese opportunamente nel tempo, potrebbero rendere possibile il raggiungimento sia del traguardo di sviluppo fissato dalla Direttiva Europea che dei successivi traguardi stimati come possibili fino al 2030. Le azioni suddette riguardano quattro aree fondamentali d’intervento, definibili come segue: 1) Incremento della trasparenza del mercato e della consapevolezza dei benefici delle fonti rinnovabili; 2) Miglioramento delle prestazioni tecnico-economiche delle tecnologie per la generazione da fonti rinnovabili; 3) Miglioramento della coerenza e della continuità delle politiche di supporto alle fonti rinnovabili; 4) Sviluppo di nuovi modelli di valutazione che tengano conto anche degli aspetti non strettamente monetari. Il presente rapporto descrive sinteticamente, da un punto di vista generale, le diverse azioni proposte da REMAC 2000 per ciascuna di queste quattro aree d’intervento. Successivamente, il rapporto passa invece ad esaminare più da vicino la situazione specifica dell’Italia, in modo da verificare in che misura azioni del tipo di quelle proposte sono già state avviate o potrebbero essere verosimilmente e utilmente intraprese in futuro. L’analisi viene condotta sempre con riferimento a ciascuna delle quattro aree sopra elencate. Fra queste aree, la terza (miglioramento della coerenza e della continuità delle politiche di supporto alle fonti rinnovabili) è stata individuata come la più critica per l’Italia e la più bisognosa di azioni ben coordinate a breve termine. E’ infatti di estrema importanza che il quadro legislativo italiano per lo sviluppo delle rinnovabili venga completato quanto prima così da creare un riferimento definitivo, evitando altresì di creare incongruenze non indispensabili con quanto avviene in sede internazionale. Il persistere di incertezze e contraddizioni, e la mancata soluzione della complessa problematica relativa agli aspetti autorizzativi, non potranno che scoraggiare gli investitori dal realizzare il potenziale di generazione da rinnovabili disponibile in Italia, rivelandosi così un grave ostacolo sia per il raggiungimento degli obiettivi al 2010 fissati dalla Direttiva, che per una ulteriore crescita del settore nei due decenni successivi.

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