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Concluso a Napoli il POR H2: ricerca e innovazione per lo sviluppo della filiera nazionale dell’idrogeno

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Concluso a Napoli il POR H2: ricerca e innovazione per lo sviluppo della filiera nazionale dell’idrogeno

L’evento di Napoli ha costituito il momento conclusivo del percorso pubblico con il primo evento nazionale del POR H2 nel luglio 2024 e ha rappresentato un’importante occasione per valorizzare i risultati ottenuti dal sistema della ricerca italiana e per consolidare le collaborazioni tra i diversi attori impegnati nello sviluppo della filiera nazionale dell’idrogeno.

 

Si è svolto il 22 e 23 settembre presso l’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli (Napoli) l’evento finale del Piano Operativo di Ricerca sull’Idrogeno (POR H2), intitolato “Ricerca e innovazione: opportunità e prospettive per la filiera nazionale dell’idrogeno”, occasione di confronto tra istituzioni, mondo della ricerca, università e sistema produttivo sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno in Italia.

 

Il POR H2 ha rappresentato uno dei più importanti programmi nazionali di ricerca e sviluppo dedicati all’idrogeno, con un finanziamento complessivo di 110 milioni di euro e oltre 130 linee di attività distribuite lungo l’intera catena del valore. Il Piano è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), attraverso l’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed ENEA, con ENEA nel ruolo di soggetto realizzatore e CNR e RSE quali co-realizzatori.

 

 

L’apertura dei lavori ha visto i rappresentanti dei tre enti di ricerca portare i saluti istituzionali. In particolare per RSE è intervenuto Carlo Sandroni, Vicedirettore Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali, che ha affermato: “Nel corso di questi anni abbiamo lavorato su tecnologie di produzione, stoccaggio, trasporto e utilizzo dell’idrogeno, abbiamo sviluppato laboratori, impianti e attività sperimentali, abbiamo collaborato con università, centri di ricerca e imprese sulle applicazioni Power-to-Gas, sulle celle a combustibile e sui sistemi energetici multi-vettore, sviluppando competenze e conoscenze che oggi costituiscono una base solida per le future politiche energetiche e industriali del Paese”.

 

 

Presente all’evento Claudio Zagano, Capo Progetto RSE, che ha aggiunto: “In questi quattro anni di attività è stato possibile sperimentare che l’idrogeno può svolgere funzioni diverse e complementari all’interno del sistema energetico, creando sinergie tra settori che tradizionalmente venivano considerati separati. Le infrastrutture che abbiamo realizzato, le competenze che abbiamo sviluppato e le collaborazioni che abbiamo costruito continueranno a produrre valore negli anni a venire”.

 

 

L’evento è stato l’occasione per presentare alcuni risultati emblematici delle attività di ricerca svolte in RSE. In particolare, Pierangela Cristiani su “Materiali Avanzati per Processi di Bioelettrolisi ed elettrometanogenesi”, Gabriele Paludetto su “Sistemi di controllo multi-vettore e modelli dati per l’idrogeno”, Andrea Musso su “Tecnologie di trasmissione energetica basate su cavi superconduttori raffreddati a idrogeno” e Giovanni Manzini su “Valutazione degli aspetti di sicurezza per celle a combustibile e per l’accumulo di idrogeno in un sistema energetico locale”. Gabriele Fornasier si è aggiudicato uno dei quattro premi per il migliore poster su oltre quaranta presentati al convegno, dal titolo “Thermo-Hydraulic and Techno-Economic Analysis of Superconducting Cables Cooled by Liquid Hydrogen”.

 

 

Nel corso dell’evento sono stati presentati i principali risultati conseguiti nelle attività di ricerca dedicate alla produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, ai sistemi di accumulo e trasporto, ai combustibili sintetici, alle celle a combustibile e alle infrastrutture energetiche intelligenti. Le attività svolte hanno inclusole  sperimentazioni in laboratorio e su scala dimostrativa, lo sviluppo di metodologie e protocolli operativi, la definizione di linee guida tecniche e la valorizzazione delle infrastrutture di ricerca nazionali dedicate alle tecnologie dell’idrogeno.

 

Il programma ha inoltre contribuito al rafforzamento del sistema nazionale della ricerca attraverso il coinvolgimento di università, centri di ricerca e imprese. In particolare, sono stati attivati numerosi accordi di collaborazione con il mondo accademico e sono state sostenute iniziative finalizzate alla formazione di giovani ricercatori e professionisti specializzati in un settore strategico per la transizione energetica.

 

Dai contributi emersi durante le due giornate è risultato evidente come l’idrogeno possa svolgere un ruolo rilevante nei processi di decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da elettrificare e nell’integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema energetico. Allo stesso tempo, è stata sottolineata la necessità di proseguire il percorso di innovazione per migliorare le prestazioni delle tecnologie, ridurne i costi, garantirne la sostenibilità e accelerarne il trasferimento verso applicazioni industriali.