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Eolico offshore, l’AD di RSE al summit di Anev

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Eolico offshore, l’AD di RSE al summit di Anev

Il punto su scenari, politiche e prospettive di sviluppo in Italia.

 

Si è svolto il 19 e il 20 dicembre a Roma il summit organizzato da Anev dal titolo “Le politiche di sviluppo dell’eolico offshore” per promuovere un dibattito con Istituzioni, stakeholder ed esperti del settore su scenari e prospettive di sviluppo dell’eolico in Italia.

 

Il 20 dicembre, alla quarta sessione “Lo sviluppo tecnologico nel settore eolico offshore” ha preso parte l’Amministratore Delegato di RSE Franco Cotana, che ha dichiarato: “L’eolico offshore ha grandi potenzialità anche perché come fonte energetica integra temporalmente la produzione fotovoltaica assente nelle ore notturne. Lo sviluppo degli impianti dovrebbe avvenire soprattutto dalla fine di questo decennio al 2050. RSE ha stimato, nelle previsioni a lungo temine, in almeno circa 16 GW la potenza eolica offshore in Italia entro il 2050. In tale prospettiva dovranno essere attrezzati vari porti per consentire il trasporto e la messa in opera degli impianti eolici in isole energetiche marine”.

 

RSE, che da tempo presidia il tema, nel 2023 ha pubblicato il nuovo AEOLIAN, l’evoluzione dell’atlante eolico italiano, strumento sviluppato, manutenuto e costantemente aggiornato per fornire informazioni e dati funzionali alla pianificazione, gestione e monitoraggio del sistema energetico.

 

“Il nostro sistema produttivo – ha aggiunto l’AD di RSE – dovrà produrre grandi quantità di manufatti in acciaio e anche in cemento, secondo quanto si apprende dalle recenti tecnologie realizzative proposte nel corso del convegno Anev. A tale scopo, dal 2030 le nuove generazioni di centrali nucleari 3+ e 4 (in particolare SMR e AMR) potrebbero contribuire a decarbonizzare i settori Hard to Abate come le filiere produttive dell’acciaio e del cemento. Una dimostrazione, questa, di come le nuove tecnologie per la produzione dell’energia nucleare sostenibile e sicura non si contrappongano allo sviluppo delle rinnovabili ma, al contrario, ne favoriscano la sostenibilità economica e ambientale”.