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progetti - Ricerca di Sistema - 9° periodo (2025-2027)

L’utente al centro della transizione energetica

La transizione energetica europea punta a ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica attraverso l’uso di fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, coinvolgendo attivamente cittadini, imprese e amministrazioni tramite modelli partecipativi come le Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile – CACER, nuove politiche pubbliche e strumenti innovativi abilitanti per garantire una trasformazione equa, inclusiva e sostenibile entro il 2030.

 

Gli ambiziosi obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici richiedono il coinvolgimento attivo di cittadini, imprese, amministrazioni pubbliche e organizzazioni. Il Green Deal europeo mira a coniugare il benessere collettivo con la riduzione progressiva delle emissioni, puntando alla loro eliminazione entro il 2050.

 

Un traguardo intermedio è fissato al 2030, con una riduzione del 55% delle emissioni rispetto al 1990. Il pacchetto “Fit for 55” (ottobre 2023) ha aggiornato gli obiettivi su rinnovabili ed efficienza energetica, prevedendo che entro il 2030 il 42,5% dell’energia sia prodotta da fonti rinnovabili (con l’auspicio di raggiungere il 45%) e un aumento dell’efficienza energetica dell’11,7%. Il settore pubblico avrà un ruolo centrale, ma il successo del processo di transizione dipenderà dal coinvolgimento di tutti gli stakeholder, chiamati in particolare a contribuire al contrasto al fenomeno della povertà energetica.

 

L’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) prevede per l’Italia, entro il 2030, l’installazione di 131 GW di potenza da fonti rinnovabili (principalmente fotovoltaico ed eolico), la promozione di interventi di efficienza energetica nel settore civile (come l’installazione di pompe di calore e interventi sugli involucri degli edifici) e una maggiore elettrificazione degli usi finali del settore terziario abbinata all’uso di fonti rinnovabili, con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione del settore. In questo scenario, il coinvolgimento attivo degli utenti finali assume un’importanza fondamentale, poiché finora hanno svolto prevalentemente un ruolo passivo nell’attuazione delle politiche energetiche.

 

I Decreti Legislativi 199 e 210 del 2021 hanno introdotto nuovi modelli organizzativi per favorire la partecipazione degli utenti, ma la piena operatività di questi strumenti è stata raggiunta solo dall’aprile 2024. Nel frattempo, la normativa transitoria ha consentito alcune sperimentazioni, limitate però per potenza installata e impatti generati. Il biennio 2024-2025 sarà cruciale per lo sviluppo di iniziative di rilievo, come le Comunità Energetiche, che potranno operare su scala ampia e con obiettivi diversificati, grazie anche al completamento delle regole operative (TIAD).

 

Le Comunità Energetiche rappresentano un’opportunità per superare il modello tradizionale di produzione e consumo di energia, abilitando configurazioni complesse che vanno oltre la semplice condivisione o autoconsumo. Si prevede che, nel prossimo triennio, queste configurazioni possano abilitare i cittadini a erogare servizi alla rete di distribuzione, grazie anche alla nascita dei mercati locali dell’energia. La capacità di queste configurazioni di favorire la cooperazione tra i membri consentirà inoltre di promuovere una maggiore efficienza energetica nel settore residenziale, favorendo il risparmio energetico e la creazione di valore condiviso.