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A due anni da Fukushima

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A due anni da Fukushima

L’articolo riassume le conseguenze più importanti dell’incidente nucleare avvenuto in Giappone nel 2011 e le valutazioni del rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per ciò che concerne il suo impatto radiologico.

L’articolo riassume le conseguenze più importanti dell’incidente nucleare avvenuto in Giappone nel 2011, in cui l’onda del maremoto ha reso inutilizzabili per molte ore sia il collegamento della centrale con la rete elettrica sia tutti i sistemi d’emergenza. La mancanza di raffreddamento dei reattori e delle piscine del combustibile ha causato il danneggiamento del combustibile con conseguente produzione di idrogeno che, scaricato all’esterno, ha causato alcune esplosioni. Dal punto di vista radiologico, si è avuta una contaminazione di alcuni addetti agli impianti e un significativo rilascio delle sostanze radioattive più volatili attraverso le vie di sfiato dai contenitori. La radioattività totale rilasciata all’esterno con gli isotopi di iodio e di cesio è risultata meno di un decimo di quella liberata nell’incidente alla centrale di Chernobyl, grazie al fatto che il rilascio è stato parziale e alla presenza dei contenitori di sicurezza.
Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità recentemente pubblicato conferma che, grazie alle procedure di evacuazione, anche nelle zona più esposta all’impatto radioattivo il rischio di insorgenze tumorali risulta basso e comunque ben al di sotto del livello oltre il quale sono osservabili effetti di tipo deterministico.

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