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Auto elettrica: un’opportunità o un rischio per l’ambiente

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Auto elettrica: un’opportunità o un rischio per l’ambiente

Un’analisi dell’intero ciclo di vita (LCA) mette in luce i reali vantaggi e svantaggi da un punto di vista ambientale di quattro diverse tipologie di auto per il trasporto privato: classica a benzina, ibrida a benzina, ibrida plug-in ed elettrica.

L’introduzione nel mercato italiano di veicoli ibridi plug-in e di veicoli elettrici per il trasporto passeggeri è una grande opportunità per ridurre l’inquinamento atmosferico (ed acustico) di cui sono vittime le nostre città. Tuttavia, è evidente che a fronte di questa riduzione di impatti nella fase di utilizzo del veicolo, dovuta a ridotte o nulle emissioni atmosferiche, si verifica un aumento di impatti in tempi e luoghi diversi. Per capire quale sia il costo ambientale da pagare a fronte dei vantaggi offerti dai veicoli ibridi plug-in (PHEV) ed elettrici (BEV), è stato effettuato, tramite un’analisi LCA, un confronto delle prestazioni ambientali con i veicoli a combustione interna (ICE) ed ibridi attuali, non plug-in (HEV), che costituiscono lo stato dell’arte attuale della mobilità privata. L’analisi ha coinvolto tutte le fasi del ciclo di vita. In base alle ipotesi effettuate sul parco circolante e sul sistema di produzione che alimenta le batterie, l’introduzione di veicoli a trazione elettrica, oltre a ridurre le emissioni inquinanti in aree urbane, porterebbe ad una riduzione di impatti in generale per le categorie di impatto legate alle emissioni atmosferiche (formazione di ossidanti fotochimici, acidificazione atmosferica e riduzione della fascia di ozono stratosferico). Come contro partita si avrebbe un aumento di inquinanti tossici e elementi eutrofizzanti legati al ciclo di vita (costruzione e dismissione) delle batterie (anche in scenari di recupero e riciclo spinto delle batterie in grado di abbattere fino al 70% degli impatti). Per quanto riguarda l’effetto serra, i veicoli elettrici non sono in grado di ridurre le emissioni di gas clima alteranti rispetto a veicoli ibridi (ma solo rispetto ai veicoli tradizionali), né allo stato attuale né nello scenario previsto al 2030. La possibilità quindi di incidere positivamente anche su questa categoria di impatto, dipende da scelte strategiche sul sistema elettrico da effettuare nel prossimo futuro. Se una strategia che punti fortemente sulle rinnovabili per il settore elettrico renderebbe BEV e PHEV in grado di ridurre le emissioni clima alteranti del trasporto privato, in uno scenario opposto, in cui le condizioni economiche e politiche rendessero le centrali a carbone le più competitive per la ricarica delle batterie, la diffusione veicoli BEV e PHEV porterebbero ad un peggioramento rispetto ai veicoli ibridi (HEV) attestandosi su livelli di emissioni di CO2 equivalente dei veicoli a combustione interna.

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