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Gestione delle risorse idriche in tempi di penuria e di danni da eventi idrologici estremi: le interconnessioni idrauliche a grande scala come possibile soluzione condivisa

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Gestione delle risorse idriche in tempi di penuria e di danni da eventi idrologici estremi: le interconnessioni idrauliche a grande scala come possibile soluzione condivisa

Gli squilibri nella distribuzione spazio-temporale della disponibilità di risorsa idrica e le severe conseguenze dei cambiamenti climatici richiedono sostanziali interventi di pianificazione a livello macro-regionale o nazionale. La memoria presenta un’analisi di fattibilità di sistemi di condivisione della risorsa idrica tramite interconnessioni idrauliche a grande scala tra il Nord e il Sud della penisola italiana.

La crescente antropizzazione dell’ambiente naturale rende urgente l’esigenza di migliorare la gestione delle risorse idriche come pure il controllo dei rischi idrogeologici. Gli squilibri nella distribuzione spazio-temporale delle disponibilità d’acqua e le severe conseguenze dei cambiamenti climatici richiedono sostanziali interventi di correzione. In quest’ottica la pianificazione a livello locale è eccessivamente miope e inefficace dai punti di vista tecnico ed economico. Superando tale attitudine è lecito intraprendere analisi di fattibilità di sistemi di condivisione delle risorse tramite interconnessioni idrauliche a grande scala. In sistemi del genere le disponibilità fortemente squilibrate di territori distanti a esigenze complementari potrebbero essere messe in comune con reciproco vantaggio. Sistemi con queste caratteristiche sono stati, in effetti, seriamente studiati, proposti ed in qualche caso messi in attuazione (Libia, Cina, Brasile sono tre notevoli esempi qui brevemente presentati). Poichè tali infrastrutture necessitano di accantonamenti di capitale estremamente importanti e di lunghi periodi di realizzazione, si richiede particolare cura e competenza nella valutazione del bilancio costi/benefici e nella pianificazione finanziaria. La presente memoria si propone anche il problema dell’accettabilità sociale di tali progetti, i quali potrebbero facilmente incontrare una forte opposizione dell’opinione pubblica che in genere ha percezioni ostili verso ogni intervento sull’ambiente o valutazioni competitive delle priorità da attribuire alle varie opzioni di spesa. Nella parte finale della memoria, che prende in esame il caso italiano, si presentano i risultati di uno studio di prefattibilità per una interconnessione idraulica a grande scala tra Nord e Sud della penisola. Lo studio è stato svolto nell’ambito di attività di ricerca per il sistema elettrico italiano finanziate dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Il sistema ipotizzato comprenderebbe una sessantina di serbatoi collegati da tunnel in pressione e si svilupperebbe su un percorso di circa 15500 km, per un costo dell’ordine di 18 miliardi di Euro e una durata di realizzazione di circa 20 anni. Evidentemente sarebbero necessari studi assai più approfonditi prima di pronunciarsi in favore o contro l’opportunità di proporre in concreto la realizzazione di opere così imponenti ed impegnative. E’ tuttavia prevedibile che in futuro idee simili debbano essere incluse tra le opzioni di un corretto agire per lo sviluppo sostenibile dei territori abitati.

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