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Impatto della tariffa bioraria sui consumi dei clienti domestici in regime di maggior tutela

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Impatto della tariffa bioraria sui consumi dei clienti domestici in regime di maggior tutela

Vengono presentati i risultati di una ricerca condotta su un campione di clienti domestici in seguito all’introduzione della tariffa bioraria obbligatoria, con l’obiettivo di valutare come la nuova tariffa ha modificato le abitudini di consumo dei clienti.

La tariffazione a prezzo costante (indipendente dall’ora e giorno di consumo) dell’energia elettrica è attualmente la più diffusa nel mondo, in quanto la sua semplicità riduce quasi al minimo gli oneri di misura e fatturazione. Essa tuttavia trasferisce ai clienti il costo medio della fornitura e non è in grado di indurli ad adeguare il consumo agli stati di scarsità e di abbondanza del prodotto, incoraggiandoli in particolare a ridurre la domanda durante le ore di punta. All’estremo opposto si colloca la tariffazione in tempo reale, con la quale il prezzo pagato dal cliente si basa sui costi effettivi di fornitura nel momento del consumo. In questo modo i segnali di prezzo giungono in maniera corretta ai consumatori; ciò richiede però la contabilizzazione separata dei consumi per ciascun intervallo di tempo in cui si applica un dato prezzo. Va da sé che i consumatori in grado di modulare opportunamente i prelievi potranno avvantaggiarsi da tale regime tariffario, mentre coloro i quali non potranno ridurre la propria domanda durante le ore di prezzo elevato incorreranno in costi più alti. Il meccanismo di prezzo con tariffe “a fascia oraria” prestabilite (biorarie, o multi orarie), che nella terminologia anglosassone è riferito come Time of Use (TOU) tariff, si colloca fra i due estremi appena citati: si basa sulla previsione dei costi medi dell’elettricità su base infragiornaliera e stagionale, con necessità di misura e complessità di fatturazione relativamente contenute. I segnali di prezzo risultano tanto più mediati (e smorzati) quanto più ampi sono gli intervalli di fatturazione; pur introducendo il principio di correlare in qualche misura la variabilità dei prezzi a quella dei costi della fornitura (o dei prezzi dell’energia, nel caso di mercato liberalizzato), ciò rappresenta una forma di tutela per i consumatori non in grado di modulare i prelievi. L’introduzione della tariffa bioraria è evento di portata rilevante: a regime, infatti, oltre 20 milioni di famiglie acquisteranno energia con tariffa differenziata nel tempo, il che rappresenta una formidabile opportunità per esplorare le modifiche di comportamento indotte nei consumatori da un sistema di prezzi variabili. Per questo motivo, in collaborazione e con il patrocinio dell’AEEG, RSE ha avviato un progetto di monitoraggio dei consumi per fascia dei clienti domestici, avente lo scopo di valutare l’impatto di tale innovazione tariffaria, sia sulla singola famiglia, sia sull’insieme dei consumatori domestici, studiandone gli effetti di breve e di lungo periodo. Il progetto prevede di monitorare nel tempo un panel di clienti composto da 27.933 POD, statisticamente rappresentativi dell’intera popolazione italiana, i cui dati di consumo di elettricità sono forniti mensilmente dai rispettivi distributori di appartenenza. Lo studio ha considerato l’allocazione dei consumi dei clienti in ore piene ed in ore vuote e ha analizzato come essa si modifica passando dalla tariffa monoraria alla tariffa bioraria.

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