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La Generazione Distribuita: Introduzione ai risultati

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La Generazione Distribuita: Introduzione ai risultati

Luigi Mazzocchi* Ricerca per il Sistema Elettrico – I risultati dell’accordo di programma 2006-2008 Tra il Ministero Dello Sviluppo Economico e Cesi Ricerca Milano, 4 Maggio 2009 PRESENTAZIONE POWER POINT * CESI RICERCA SpA La Generazione Distribuita, che convenzionalmente può essere definita come l’insieme dei generatori di taglia unitaria inferiore a 10 MVA, rappresenta nel sistema elettrico nazionale una realtà presente in modo significativo e in continua espansione. A fine 2006 la potenza installata era di circa 4000 MWe, composti in larga parte (oltre il 70 %) da impianti alimentati a fonti rinnovabili e per il resto da impianti a combustibili fossili, quasi sempre in funzione cogenerativa. In termini di contributo alla produzione, si sono avuti sempre nel 2006 circa 13.5 TWh, pari al 4.3% della produzione complessiva. CESI RICERCA ha effettuato studi sulle prospettive di ulteriore espansione, che hanno portato a stimare prudenzialmente una produzione da parte della Generazione Distribuita di circa 40 TWh al 2030, il che la porterebbe ad oltre il 10 % del totale. Gli apporti di nuova capacità produttiva dovrebbero essere dovuti in modo circa paritetico a cogenerazione da fonti fossili e ad impianti a fonti rinnovabili. L’affermazione di questa forma di produzione trae le sue motivazioni in primo luogo dal crescente interesse verso le fonti rinnovabili, che in molti casi avvantaggia le piccole taglie per vari motivi: disponibilità localizzata della fonte energetica (biomasse, mini-idroelettrico), opportunità di integrazione in strutture esistenti (fotovoltaico). In secondo luogo, nel caso della cogenerazione la piccola taglia favorisce lo sfruttamento del calore grazie alla possibilità di installare gli impianti in prossimità dell’utenza calore. I benefici associati alla Generazione Distribuita sono quelli intrinseci alle tecnologie di generazione coinvolte: diversificazione delle fonti energetiche per le rinnovabili, risparmio energetico per la cogenerazione, emissioni di CO 2 evitate in entrambi i casi. Alcune ricadute positive riguardano anche le reti di distribuzione: in particolare, in presenza di una crescita della domanda l’installazione di generatori presso le utenze può consentire di ridurre o posticipare investimenti sulle reti stesse. A fronte di tali vantaggi, esistono alcune questioni aperte, che riguardano i costi di produzione dell’energia, in alcuni casi ancora elevati, e l’impatto sulle reti di distribuzione che, nate come reti “passive”, possono presentare criticità in presenza di un elevata quantità di generazione distribuita. Va anche segnalata la barriera rappresentata dalla connessione alla rete (regole, tempi, costi), che è però in fase di superamento. Il ruolo che la ricerca, e in particolare le attività di CESI RICERCA nell’ambito dell’Accordo di Programma con MSE, può svolgere in questo contesto è relativo ai generatori (prova, monitoraggio, sviluppo di soluzioni innovative), all’interazione generatori-rete, ai sistemi di accumulo elettrico. A questo scopo è stata realizzata una “Test Facility” che riproduce le principali caratteristiche e funzioni di una rete attiva di Bassa Tensione. I risultati di queste attività, brevemente illustrati nel seguito, oltre a contribuire allo sviluppo delle tecnologie in questione forniscono un utile supporto informativo alle Autorità di controllo del sistema elettrico, ai Distributori, a privati e aziende interessati a dotarsi di sistemi di generazione di piccola taglia.

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